Azione di pressione delle lobby, la giunta Emiliano mette un freno

BARI di Redazione AntennaSud

 

Prevenire la corruzione e rendere più trasparente e tracciabile l'attività di rappresentanza degli interessi privati all'interno della Regione. E' l'obiettivo del ddl sul lobbyng messo a punto dalla giunta Emiliano.

La giunta Emiliano pone paletti all'azione dei gruppi di pressione (più noti come lobby) che cercano di influenzare dall'esterno le istituzioni per per favorire interessi particolari, attraverso la leva del prestigio o più spesso del denaro.

La giunta regionale ha approvato il disegno di legge che disciplina l'attività di lobbying presso i decisori pubblici. Il ddl, che inizierà ora l'iter di approvazione in Consiglio regionale, si iscrive tra le misure generali di prevenzione della corruzione e mira a rendere maggiormente trasparente e tracciabile il percorso di formazione legislativa, degli atti politici e di programmazione, evidenziando l'attività di rappresentanza degli interessi privati all'interno della Regione.

"L'attività delle lobby, a volte di pressione indebita sui decisori politici o amministrativi, provoca danni, reati, sprechi, poca trasparenza ed imparzialità nella pubblica amministrazione. La Regione Puglia si è impegnata a contrastare l'attività non corretta delle lobby - ha spiegato il governatore Emiliano - e la giunta ha stabilito le modalità attraverso le quali è possibile per un privato esercitare sulla pubblica amministrazione il potere d'informazione o di pressione, in modo tale che questa attività sia conoscibile da tutti i cittadini attraverso, ad esempio, l'istituzione di un'agenda pubblica in cui sono resi noti gli incontri svolti tra rappresentanti di gruppi di interesse e i decisori politici".

La Puglia è la quarta regione ad adottare una legge come questa, la prima a prevedere l'agenda pubblica. La giunta, oltre a sancire obblighi, requisiti e incompatibilità, ha inoltre istituto il registro pubblico dei rappresentanti di gruppi di interesse.

L'attività di lobbying sarà poi collegata a codici di condotta che saranno emanati entro 60 giorni dall'approvazione del ddl. "Codici che potrebbero trasformarsi per i pubblici uffici in sanzioni disciplinari in caso di mancata ottemperanza", avverte Emiliano.