Sanità, dopo Schittulli Emiliano "chiama" Morlacco tra i consulenti

BARI di Redazione AntennaSud

 

Si chiama Maia ed è il modello organizzativo attraverso il quale il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intende organizzare e rendere più efficiente il settore della sanità regionale.  E intende farlo avvalendosi di un gruppo di consiglieri esperti. Nei mesi scorsi era già stato fatto il nome dell'oncologo Schittulli e oggi si aggiunge quello di Mario Morlacco, uno tra i più importanti dirigenti pubblici della sanità italiana.

Il nascente pool di esperti prevede zero compensi almeno per i primi dodici mesi. Poi si vedrà. Il modello Maia voluto da Emiliano comincia a prendere forma con due nomi di particolare prestigio, quello dell'oncologo barese Francesco Schittulli, preannunciato da tempo, al quale si è aggiunto nelle ultime ore quello di Mario Morlacco il quale ai tempi di Fitto, dal 2001 al 2008, è stato direttore generale dell'Ares Puglia, l'agenzia regionale per la sanità. Il manager originario di Lucera è stato più volte chiamato ad offrire le proprie consulenze nelle regioni italiane alle prese con il dissesto dei piani sanitari: a cominciare dal Lazio, per finire poi al Molise e infine alla Campania. Regione dove le perdite nel girodi pochi anni si sono azzerate, passando dal mezzo milione di euro ad un positivo di circa 130 milioni. Morlacco ha accettato il contratto di consulenza alla Regione Puglia, ma per un anno non percepirà alcun compenso. Sul tavolo del manager il piano di riordino ospedaliero regionale al quale il presidente vorrebbe imprimere una accelerata potendo contare anche sui rapporti e sulle conoscenze che Morlacco ha nei corridoi ministeriali. La sanità pugliese è nelle mani di Emiliano a distanza di un anno dalla elezione. Un settore che non ha un assessorato ma che in presenza di enormi criticità, preoccupa il governatore. La presenza di Schittulli molto criticata dai grillini per ragioni squisitamente politiche, è giustificata dal fatto di avere competenze specifiche in un settore dove l'oncologo barese opera da sempre. Non è un caso la scelta di creare a Bari un polo oncologico all'Istituto Tumori con il trasferimento di reparti da altre strutture sanitarie.