Processo false tessere Pdl, a parte civile Lilt, Poste Italiane e 30 ignari baresi

BARI di Redazione AntennaSud

 

Una trentina di cittadini baresi, la Lilt e Poste Italiane si sono costituiti parte civile nel processo cominciato ieri a Bari, nei confronti di undici persone che avrebbero iscritto a loro insaputa 154 persone al Pdl. Il presunto giro di tessere false sarebbe stato architettato per far figurare un numero d'iscritti al partito di gran lunga superiore a quello effettivo.

E' cominciato ieri a Bari, dinanzi al giudice monocratico del tribunale Lucia De Palo, il processo nei confronti di undici persone (tra cui il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri) su un presunto giro di tessere false per il congresso del Popolo della Libertà che si celebrò a Bari a febbraio 2012.

Una trentina di baresi iscritti a loro insaputa al Pdl, la Lilt e Poste Italiane si sono costituiti parte civile.

Secondo l'accusa uno degli imputati, Dario Papa, fratello di un militante del Pdl e all'epoca vicedirettore dell'ufficio postale del centro commerciale Mongolfiera al quartiere Japigia di Bari, si sarebbe appropriato delle carte d'identità di alcuni correntisti e avrebbe pagato a loro nome i bollettini necessari per l'iscrizione al partito. Per l'accusa, ad occuparsi del pagamento delle quote, su indicazione di D'Ambrosio Lettieri, sarebbe stato uno dei collaboratori del senatore, Giuseppe Casalino, anch'egli imputato.

Secondo l'accusa - sostenuta dal pm Giorgio Lino Bruno - questo avrebbe consentito di rappresentare "una falsa situazione del numero di adesioni al movimento nella città e nella provincia di Bari", di gran lunga superiore a quello effettivo. Nel decreto di citazione a giudizio sono indicate 154 persone offese, ma solo una trentina di esse si sono costituite parte civile nel processo iniziato ieri.

I nominativi di alcuni di loro sarebbero stati presi da un'altra imputata, l'allora consigliere comunale di Valenzano Francesca Ferri, approfittando della sua qualità di presidente della delegazione di Valenzano della Lilt. Su richiesta dei difensori della donna, gli avvocati Gianluca Loconsole e Mariano Fiore, il giudice ha chiesto alla Procura di produrre l'elenco dei votanti al congresso Pdl del 2012.

Altri nominativi, stando all'ipotesi accusatoria, sarebbero poi stati attinti da un candidato Pdl alle elezioni amministrative del 2010 a Triggiano attraverso gli elenchi delle firme raccolte per la sua candidatura e da altri militanti del partito, tra i quali il nipote del senatore D'Ambrosio Lettieri, che avrebbero in alcuni casi anche approfittato delle loro attività professionali, avvocato o titolare azienda, per ottenere dati personali e documenti d'identità di ignari cittadini che poi sarebbero stati iscritti a loro insaputa al Pdl. Il processo proseguirà il 23 novembre con la citazione dei primi testimoni.