Xylella, i vettori sono insetti e piante trasportati dai vivai negli oliveti

Convocata d'urganza per questo pomeriggio, dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, la task force per lo studio scientifico sulla xylella fastidiosa responsabile del disseccamento rapido degli ulivi. All'ordine del giorno "una valutazione congiunta della sentenza della Corte di Giustizia europea che si è pronunciata su alcune istanze di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tar Lazio in merito all'espianto in Puglia delle piante ospiti in un raggio di 100 metri da quelle infette da xylella e in merito ai principi di proporzionalità e precauzione".

Intanto, un rapporto dell'Accademia dei Lincei sulla xylella smentisce l'ipotesi di una responsabilità dei laboratori scientifici nella diffusione del batterio che sta danneggiando gli ulivi del Salento. La xylella - secondo il gruppo di studio dell'Accademia dei Lincei - ha infatti origine da un ceppo unico, e i vettori della malattia sono gli insetti e le piante che dai vivai vengono trasportate in nuovi impianti olivicoli.

Il gruppo di ricerca è formato dagli accademici Roberto Bassi, fisiologo vegetale all'Università di Verona, e Giorgio Morelli del Consiglio per la ricerca in agricoltura, ed è coordinato da Francesco Salamini, tra i massimi botanici italiani. "L'agente causale della malattia è xylella fastidiosa, una conclusione che abbiamo accettato come non più discutibile", spiegano gli autori nella conclusione del rapporto. Si legge inoltre che "tutti gli isolati di xylella all'analisi molecolare sono riconducibili a un identico genotipo", un ceppo denominato CoDiRO. "La loro omogeneità molecolare sostiene l'origine della malattia da una unica e recente fonte di infezione. I vettori della malattia sono gli insetti e le piante che dai vivai vengono trasportate in nuovi impianti olivicoli".

Il documento entra poi anche nel merito delle questioni "politiche" della vicenda e sulla contrapposizione tra i gruppi di ricerca di Bari e Lecce, criticando un "eccesso dialettico che confonde lo sviluppo di esperimenti e la definizione di conclusioni scientifiche, necessarie e preliminari a decisioni normative e operative".

Lo studio si conclude con la solidarietà espressa verso il gruppo barese (accusato di aver avuto un ruolo nella diffusione della malattia): "Abbiamo verificato che le certezze sul caso xylella dei ricercatori baresi hanno una solida base scientifica. Stupisce invece che i ricercatori che hanno contribuito a sostenere ipotesi alternative, a fronte di elementi scientifici certi emersi nell'ultimo anno, non abbiano riveduto le loro posizioni e preso le distanze dai gruppi che le sostengono", scrivono gli studiosi dell'Accademia dei Lincei.