Ferrovie Sud Est, la Procura insiste: "Processo per Fiorillo & Co."

BARI di Redazione AntennaSud 

 

La Procura di Bari non demorde  insiste sulla richiesta di rinvio a giudizio per i cinque imputati accusati di una truffa dei vagoni delle Ferrovie del Sud Est. Al termine dell'udienza preliminare il pubblico ministero che ha coordinato le indagini, Isabella Ginefra, ha chiesto che vengano processati per il reato di concorso in truffa aggravata l'ex amministratore unico Luigi Fiorillo insieme con altre tre persone coinvolte a vario titolo nella vicenda. 

 

Stando all'ipotesi accusatoria sarebbero state commesse due truffe fra il 2006 e il 2012 per l'acquisto di 52 treni. La prima truffa si riferisce all'acquisto di 27 vagoni nuovi dalla società polacca Pesa, pagati 93 milioni di euro (interamente finanziati dalla Regione Puglia). Secondo la Procura la truffa consisterebbe nell'aver incluso nel costo rimborsato 12 milioni di euro di provvigioni sulle vendite pagati da Pesa alla società Varsa. La seconda truffa riguarda l'acquisto dalla società Varsa di altre 25 carrozze ristrutturate pagate 22,5 milioni di euro, il doppio - secondo la Procura - del valore di mercato dei vagoni.    L'udienza preliminare si concluderà il prossimo 6 luglio. In quella data saranno anche discusse le posizioni dei due imputati che hanno scelto il rito abbreviato, si tratta del presidente e di un membro del direttorio della società polacca 'Pesa". Nell'ambito di questa vicenda sono stati eseguiti fino ad oggi due sequestri di beni, uno conservativo per sei milioni di euro disposto dalla Corte dei Conti, ed uno preventivo per 3,8 milioni di euro disposto dalla magistratura penale, mentre pende un'altra richiesta di sequestro per 30 milioni di euro circa nei confronti dell'ex amministratore Fiorillo.