Concorsi truccati, chiesti 7 anni e mezzo per Paolo Rizzon

BARI di Redazione AntennaSud

 

Per i reati di concussione e falso la Procura di Bari ha chieso una condanna a sette anni e sei mesi di reclusione per il cardiologo barese Paolo Rizzon, ritenuto a capo di un'associazione per delinquere (ormai prescritta) finalizzata a truccare concorsi universitari.

Sette anni e sei mesi di reclusione: è la richiesta di condanna avanzata dalla Procura di Bari per il cardiologo barese Paolo Rizzon, accusato di concussione e falso e ritenuto il "regista" di un'associazione per delinquere - ormai prescritta - finalizzata a truccare concorsi universitari.

Il pm Claudio Pinto ha chiesto inoltre la condanna a quattro anni di reclusione per concussione nei confronti del figlio di Rizzon, Brian Peter. Nel processo di primo grado, che si celebra a 15 anni circa dai fatti contestati, l'accusa ha chiesto l'assoluzione per Paolo Rizzon "perché il fatto non sussiste", con riferimento a tre contestazioni di falso, e la dichiarazione di avvenuta prescrizione dei reati di associazione per delinquere, truffa, un'altra concussione e quattro falsi, uno dei quali contestato ad altri due docenti imputati, Aldo Iacono e Massimo Volpe, all'epoca dei fatti componenti della commissione giudicatrice del concorso per un posto da professore universitario bandito dall'ateneo barese nel 2003.

I fatti contestati risalgono al periodo fra fine anni Novanta e il 2002. Nell'ottobre del 2012 il gup del Tribunale di Bari Antonio Diella rinviò a giudizio Rizzon e altri quattro cardiologi (suo figlio Brian Peter, Antonio Barsotti, Aldo Iacono e Massimo Volpe) accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere (contestata solo a Paolo Rizzon in qualità di promotore mentre per i presunti partecipi è stato dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione), corruzione, concussione tentata e consumata, falso, truffa, tentativo di estorsione e interruzione di pubblico servizio. Altri quattro imputati (i cardiologi Marco Matteo Ciccone, Matteo Di Biase, Mario Erminio Lepera e Maria Vittoria Pitzalis) andarono a processo con rito abbreviato. Nel gennaio 2011 il gup Diella dichiarò l'incompetenza territoriale per 13 dei 22 imputati, poi processati da un Tribunale diverso da quello di Bari, in base al luogo in cui si svolsero i presunti concorsi truccati: quattro a Pisa, cinque a Brescia, uno a Firenze e tre a Palermo.