Xylella, in Puglia i sigilli bloccano l'espianto degli ulivi

BARI di Redazione AntennaSud

 

Dopo la decisione della Corte di Giustizia Europea che prevede l'espianto degli ulivi colpiti dalla xylella, due provvedimenti giudiziari, un sequestro penale e una sospensiva del Tar, impediscono in Puglia il taglio degli alberi: si tratta di ulivi che si trovano nella cosiddetta 'zona di contenimento', poco più a nord del cuore del Salento dove ormai il batterio ha provocato danni irrimediabili. 

La fascia "a rischio" eradicazioni si trova a cavallo tra le province di Lecce e di Brindisi, proprio lì dove si lavora alacremente per arare, potare, curare gli uliveti nella speranza di scongiurare il peggio. Di evitare gli abbattimenti. La notizia della decisione della Corte di giustizia europea, favorevole alle eradicazioni anche degli alberi che non mostrano una sintomatologia, è presto circolata oggi tra gli agricoltori. Anche tra gli ambientalisti del fronte di protesta che si era acquietato, una volta bloccate le rimozioni. Non si prevede per il momento il ritorno delle ruspe in campagna. Se anche il Tar del Lazio, alla luce di quanto stabilito ora dall'Ue, dovesse revocare la sospensiva concessa, resterebbe il sequestro degli ulivi disposto dalla Procura di Lecce e convalidato dal gip dello stesso Tribunale per impedire azioni invasive. Un provvedimento però che, per quanto non abbia termini di scadenza, non potrà essere in vigore in eterno. Al momento in Puglia sulla base del piano Silletti sono stati abbattuti circa 1600 ulivi.  In Puglia continua a prevalere la netta contrarietà a ogni ipotesi di eradicazione intensiva. Lo ha ribadito anche il governatore Michele Emiliano secondo il quale misure così drastiche rischiano di produrre gravi conseguenze per il nostro paesaggio e anche per la nostra economia. Convocata per martedi prossimo la Task force per una valutazione della sentenza". Subito dopo Emiliano chiederà un incontro con la Procura di Lecce e con il ministero dell'Agricoltura e poi anche con le massime autorità del'Ue.