Cittadella della Giustizia, fine del contenzioso: "Non s'ha da fare"

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Dopo dieci lunghissimi anni di una battaglia fatta a suo di carte bollate, è stata messa la parola fine al contenzioso per la realizzazione della Cittadella della Giustizia. Definitivamente bocciata la proposta dell'impresa Pizzarotti di realizzare il complesso su un suolo agricolo vicino allo stadio San Nicola, il famoso tondo di Carbonara. La decisione è arrivata dal Consiglio di Stato che ha dato ragione al Comune.  

Il Consiglio di Stato ha definitivamente scritto la parola fine al contenzioso per la realizzazione della Cittadella della Giustizia di Bari. Si pone la parola fine ad una vicenda durata dieci anni  chiarendo che come sostenuto peraltro dal Comune di Bari una ricerca di mercato non poteva dar luogo all'appalto della più grande opera pubblica della città senza passare dalle procedure ordinarie che prevedono il coinvolgimento del Consiglio Comunale. Bocciata quindi la sede unica degli uffici giudiziari che l'impresa Pizzarotti avrebbe voluto realizzare tra Bari e Carbonara, in un'area vicina allo stadio San Nicola e su un suolo agricolo. La battaglia giudiziaria a suon di carte bollate aveva anche visto la nomina di un commissario ad acta che avrebbe dovuto imporre la variante urbanistica bypassando l'assise consiliare. Ma secondo quanto stabilito dai giudici del Consigliodi Stato, il Comune aveva l'obbligo di di completare l'iter, dunque non fermarsi solo ad una mera ricerca di mercato, ma verificare la fattibilità del progetto sulla base dei fondi disponibili, ma non quella di stipulare il contratto. La parola adesso passa al Ministero di giustizia che nel settembre scorso è tornato ad essere titolare in materia di edilizia giudiziaria. Il sindaco Antonio Decaro si è già reso disponibile al riutilizzo delle ex casermette dismesse di via Fanelli per la realizzazione del nuovo polo giudiziario che prevede l'accorpamento di tutti gli uffici compresi quelli del Giudice di Pace e del Tribunale dei Minori oggi ospitati in alcuni condomini.