Fallisce la Lombardi Ecologia, il crollo di un impero costruito sui rifiuti

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Scompare un gigante della raccolta dei rifiuti. L'altro ieri il  Tribunale di Bari ha sancito  il fallimento della Lombardi Ecologia srl. L'azienda detiene l'appalto in trenta comuni pugliesi. Il crac ammonta a oltre 100 milioni di euro. 

Non c’è da rallegrarsi e da gioire quando fallisce un’azienda. Soprattutto perché il fallimento ricade non sui proprietari, che i loro beni li hanno messi al sicuro, ma sui lavoratori della Lombardi Ecologia srl. Sono oltre settecento le famiglie che dopo la sentenza del tribunale fallimentare, qualche problema in più a cui pensare lo avranno, nella incertezza di un futuro ancora tutto da scrivere sulle carte dei tribunali, tra appelli e Cassazione. Chiedersi come sia stato possibile arrivare dopo oltre 80 anni a questo triste epilogo non può trovare risposte immediate. Se non le deduzioni dell’uomo della strada, sulle ricchezze e sulle fortune, sulle disgrazie accadute in quasi un secolo, sul gossip e sugli eccessi,  tra appartamenti incastonati come diamanti nelle località chic degli Emirati Arabi e le sterminate tenute agricole in Argentina. Mettiamoci pure una gestione che ha macinato negli ultimi anni debiti per oltre cento milioni di euro, incapace di far fronte a quella che è poi diventata una voragine. Un buco insanabile, per come lo hanno giudicato i giudici della sezione fallimentare, che hanno revocato il concordato preventivo della Lombardi Ecologia ritenendo inattuabile il piano finanziario di rientro decretandone il fallimento. Un piano per alcuni aspetti artificioso, costruito su operazioni di finanza fatta in casa, con passaggi di denaro tra aziende riconducibili alla stessa famiglia e alle stesse persone, e la dismissione di molti beni immobiliari. Le sfortune della Lombardi sono anche collegate all’inchiesta sui veleni della discarica Martucci di Conversano, ma il declino e la caduta di un impero costruito sull’immondizia non dipende solo da quello. L’ultimo tentativo di salvare la baracca è stato la creazione di una newco, la Ercav, una srl a socio unico, il braccio pulito della Lombardi Ecologia, finita nell’elenco delle bad company. La Ercav è subentrata attraverso la cessione di un ramo d’azienda  negli appalti di quasi una trentina di comuni disseminati sul territorio pugliese per la gestione dei rifiuti. Il suo amministratore Rocco Lombardi, nipote del cavalier Rocco, capostipite e fondatore dell’azienda, era stato consigliere comunale a Triggiano nell’ultima legislatura, dimessosi subito dopo aver incassato l’affidamento della gara d’appalto con un contratto milionario nella Triggiano da sempre feudo della famiglia Lombardi, molto vicina al centrosinistra e sponsor di numerose campagne elettorali. Il servizio di raccolta dei rifiuti dovrebbe essere assicurato regolarmente in tutti i Comuni interessati, ma la gestione passerà ai curatori fallimentari. Il problema più grave resta quello sul piano finanziario per alcuni creditori istituzionali.  La Regione piangerà lacrime per  7,5 milioni di Ecotassa, il Comune di Conversano, che rischia il dissesto,  quasi due milioni per il ristoro ambientale. Li vedranno col binocolo, anche in ragione del fatto che in qualità di creditori privilegiati il concordato prevedeva solo il pagamento dell’8,8 per cento. Una inezia.