Finalmente a Bari dopo quattro anni in India

ROMA di Redazione AntennaSud

 

Dopo quattro anni di detenzione in India con l'accusa di omicidio, Salvatore Girone dovrebbe rientrare nella sua Bari entro domenica.

 

 

Salvatore Girone potrà finalmente tornare in patria, nella sua Bari, e restarci per tutta la durata del procedimento arbitrale. Praticamente fino al 2018. La decisione della Corte Suprema indiana, giunta ieri, ha reso immediatamente esecutivo l’ordine del Tribunale arbitrale internazionale dell’Aja. Una decisione nella quale il fuciliere barese non osava sperare, stremato dall'attesa di un rimpatrio finora negato da New Delhi.

La Farnesina ha accolto con soddisfazione la decisione della Corte Suprema indiana. "Confermiamo la nostra amicizia per l’India, il suo popolo, il suo Governo. E diamo il bentornato al marò Girone che sarà con noi il 2 giugno", ha commentato ieri con un tweet il premier Matteo Renzi, annunciando la data del rientro di Salvatore Girone, che potrebbe arrivare a Bari addirittura prima, entro domenica.

Si tratta di un risultato politico e diplomatico che spiana la strada a relazioni più positive tra Italia e India. Dopo quattro anni di schermaglie diplomatiche tra i governi di Delhi e Roma, l’India riconosce gli obblighi della Convenzione Onu sul diritto del mare e consente che l’arbitrato internazionale stabilisca chi ha la giurisdizione per l’incidente del 15 febbraio 2012 a bordo della petroliera Enrica Lexie, nel quale rimasero uccisi due pescatori indiani scambiati per pirati. L’Italia si è impegnata a far rientrare Girone entro un mese dall’eventuale decisione favorevole all’India sulla giurisdizione.

Comprensibile la gioia dei familiari di Girone, ma la reazione più toccante alla decisione di farlo rientrare in patria arriva dall'India, dalla vedova di uno dei pescatori uccisi. Fino a due mesi fa chiedeva che i marò venissero processati in India. Due settimane fa aveva dichiarato: "Sono passati ormai quattro anni. Lasciate che rientrino". Ieri ha dichiarato il suo perdono a Girone: "Fate che torni dalla sua famiglia. Abbiamo perdonato entrambi i marò da ormai molto tempo. So che mio marito non può più tornare. Non ha alcun senso continuare a processarli".

La vicenda non è conclusa. Girone e Latorre potrebbero dover tornare in India. Ma c’è tempo, anche per dimenticare le crisi nei rapporti tra Italia e India

Una volta rientrato nella sua casa a Torre a Mare, Girone sarà agli arresti domiciliari. Ma la moglie Vania non vede l'ora: "Finalmente la famiglia potrà riunirsi in Italia e sono felicissima di condividere con tutti voi questa notizia tanto attesa. Vi abbraccio tutti. Grazie a tutti voi per esserci stati vicino in questi quattro anni", ha scritto su facebook.

La Corte Suprema indiana ha stabilito sette condizioni per il rimpatrio provvisorio del marò, che dovrà consegnare il passaporto alle autorità italiane, firmare la presenza ogni primo mercoledì del mese presso in un Commissariato di Polizia e non potrà entrare in contatto con altre persone coinvolte nell'incidente della petroliera Enrica Lexie. Il governo di New Delhi ha anche chiesto al governo italiano un'informativa ogni tre mesi sulla situazione di Girone. La prima nota dovrà giungere il 1° settembre.