Fondazione Petruzzelli, per evitare il crac servono 7 milioni e una legge ad hoc

BARI di Redazione AntennaSud

 

 

La giovane vita della Fondazione Petruzzelli di Bari è in pericolo. Sono oltre 200 le vertenze dei lavoratori che potrebbero far tornare a lavorare nella fondazione altrettanti ex dipendenti, con un aumento della pianta organica e un "danno" per l'ente stimato in 7 milioni. Il presidente Carofiglio e i soci della Fondazione chiedono aiuto al Ministero. Serve una legge ad hoc - dicono.

Prima li riassumono tutti e 200 e poi procedono con i licenziamenti collettivi. Una procedura che sembrerebbe schizofrenica se non fosse che davvero la Fondazione Petruzzelli si ritrova di fronte ad una scelta davvero difficile e per certi versi molto particolare. Ma procediamo con ordine. Sono circa 200 le vertenze promosse da altrettanti lavoratori che, prima del 2012, hanno prestato la propria opera per la Fondazione Petruzzelli con contratti a tempo determinato. Le prime 21 sono state vinte dai lavoratori è con tutta probabilità avranno lo stesso esito le centinaia rimanenti. Per questo la Fondazione si troverà, se dovesse perdere tutte le cause, con una pianta organica di più di 300 unità, posto che adesso è fissata dal Ministero a 130 unità. A una prima stima, il danno economico ammonterebbe a circa sette milioni di euro, considerando che tutti i lavoratori si ritroverebbero immediatamente assunti. Servirebbe in realtà una norma ad hoc che servirebbe a stabilire nuovi criteri per i licenziamenti nelle istituzioni culturali. Il Consiglio di Indirizzo si sta muovendo quindi per capire come affrontare la situazione, tutelando tanto i lavoratori presenti, quanto tutti quelli che stanno vincendo le cause, dal momento che a tutti gli effetti di legge anche questi ultimi hanno gli stessi diritti.  In un comunicato congiunto, Emiliano e Decaro hanno fatto sapere: “Data la complessità della questione, che potrebbe avere riverberi negativi sull’esistenza stessa della Fondazione, riteniamo necessario avviare un confronto con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali che esercita la vigilanza sulle fondazioni lirico-sinfoniche (ai sensi del D.lgs 367/1996), anche perché, oltre alle questioni di natura finanziaria, potrebbe essere necessario un intervento sul piano normativo”.  rammaricato il presidente Carofiglio. "E' davvero un peccato trovarsi in questa situazione. Dopo aver risanato il bilancio e averlo chiuso in pareggio per due esercizi, la giovane vita della Fondazione è in pericolo."