Terrorismo, impugnata la scarcerazione dell'afghano: "I suoi erano sopralluoghi"

BARI di redazione AntennaSud

 

 

Impugnata la scarcerazione del 23enne afghano Hakim Nasiri, accusato di terrorismo internazionale e rimesso in libertà dal gip di Bari il 12 maggio. Per il pm i video e le foto trovate sono spiegabili solo come sopralluogo di zone affollate per obiettivi terroristici.

La procura Antimafia di Bari ha impugnato la scarcerazione del 23enne afghano Hakim Nasiri, accusato di terrorismo internazionale e rimesso in libertà dal gip di Bari il 12 maggio scorso, dopo tre giorni di carcere, per carenza di gravi indizi, e il contestuale rigetto dell’arresto nel confronti degli afghani Surgul Ahmadzai e Qari Khesta Mir Akhmazai che erano invece sfuggiti alla cattura. Secondo il pm della Dda Roberto Rossi «il punto fondamentale è quello del passaggio dall’adesione ideologica al compimento di condotte concrete di supporto al terrorismo», valorizzando i video e le foto trovate nei telefonini degli indagati «spiegabili solo - scrive la Procura nell’appello - nella prospettiva di sopralluoghi di obiettivi con presenza di folle di persone in poco spazio (tali che un eventuale attentato provocherebbe un numero elevato di vittime) o obiettivi militari». Nell'atto di impugnazione vengono elencati gli indizi a sostegno dell'accusa e i luoghi immortalati da foto e video, centri commerciali, aeroporto, mezzi delle forze dell'ordine, hotel in Italia e in Inghilterra, foto con personaggi istituzionali (il selfie di Nasiri con il sindaco di Bari, Antonio Decaro). Nell'ambito della stessa indagine, oltre all'accusa di terrorismo internazionale nei confronti di Nasiri e degli altri due connazionali - mai rintracciati - c'è anche quella di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per questo reato sono ancora oggi in carcere il 24enne pachistano Zullfiquar Amjad e il 29enne afghano Gulistan Ahmadzai che furono arrestati nella stessa operazione dei carabinieri, il 10 maggio scorso.