Ciliegie in malora, devastate 23 tonnellate

BARI di Redazione AntennaSud

 

Chiedono a gran voce lo stato di emergenza i produttori cerasicoli del barese, in ginocchio dopo l'ultima violenta grandinata che ha devastato il raccolto. Oltre 23mila le tonnellate di ciliegie invendibili, a causa di spacchi, muffe e cerchietto.

In fumo 90 milioni di euro di ciliegie da inizio campagna 2016 - una delle peggiori che gli agricoltori ricordino - prima per i danni alle varietà Bigarreaux e Georgia, ora alla Ferrovia, falcidiata dalle piogge torrenziali e dalla grandine che nei giorni scorsi ha colpito il barese. E' la stima fatta da Coldiretti Puglia dopo le due ondate di maltempo che, da fine aprile ad oggi, hanno causato danni ad oltre 23mila tonnellate di ciliegie, invendibili a causa di spacchi, muffe e cerchietto.

La coltura delle ciliegie rappresenta un vero e proprio punto di forza per l’agricoltura del barese, oltre che la principale fonte di reddito per centinaia di famiglia. I violenti temporali, uniti alle intense grandinate, hanno devastato i frutti. Già nelle scorse settimane era stata sollevata la richiesta dello stato di emergenza, al termine di numerose riunioni tra i rappresentanti istituzionali dei comuni più colpiti, l'Anci e la Regione Puglia.

Michele Boccardi, parlamentare di Turi, capitale pugliese della Ferrovia, chiede che si faccia in fretta almeno per riutilizzare le ciliegie rovinate per la produzione di marmellata. Il frutto aperto e spaccato, infatti, marcisce in poche ore e diventa inutilizzabile.

I sindaci dell'area metropolitana di Bari, insieme all'assessore regionale all’agricoltura Leo Di Gioia, chiedono di attivare tutte le procedure per richiedere al Ministero lo stato di calamità e per assicurare un indennizzo ai produttori cerasicoli in ginocchio.