Scuole aperte d'estate anche a Bari? Sì, ma i genitori chiedono: "A che condizioni?"

BARI di Maria Luisa Troisi

 

 

Dopo il finanziamento per le aree a rischio di Milano, Napoli, Roma e Palermo, anche Bari chiede di poterne usufruire lasciando aperte le scuole anche d'estate o addirittura di domenica. Ma, in realtà, non tutti i genitori sono d'accordo. 

 

L'idea evidentemente piace. Almeno al Comune di Bari e a molti genitori, anche se forse, stando alle reazioni sui social, non proprio a tutti. Anzi. Ma partiamo con ordine. L'assessora all'Istruzione del Comune di Bari, Paola Romano, prende carta e penna e scrive alla ministra Stefania Giannini che ha presentato il provvedimento "scuole aperte". L'auspicio è che la città di Bari possa essere destinataria di questa misura, scrive l'assessora. Dopo il finanziamento per le aree a rischio di Milano, Napoli, Roma e Palermo, anche Bari chiede di poter e usufruire. "Ho chiesto di considerare per la prossima estate anche Bari - spiega la Romano - perché in linea con la nostra idea di scuole aperte, sempre: vogliamo utilizzare le strutture anche oltre l'orario delle lezioni, mettendo a disposizione i funzionari, per garantire un presidio costante nei contesti urbani più critici". Un modo per consentire ai bambini di scuole elementari e medie, che non possono permettersi vacanze fuori o campi estivi a pagamento, di fruire di un servizio divertendosi. E anche per venire incontro ai genitori che lavorano - conclude l'assessore - così come stiamo già facendo prolungando fino a fine giugno i servizi di mensa e trasporto". Sono quasi duemila i bambini che hanno aderito alla sperimentazione per l'anno scolastico in corso, che metterà la refezione scolastica a disposizione delle famiglie fino all'ultimo giorno di lezione. Ma le opinioni tra i genitori si dividono e non sono affatto tutti per la sperimentazione. L'intenzione è giusta e anzi, lodevole, in realtà, perché viene finalmente incontro alle esigenze dei genitori che spesso si sentono la scuola pubblica come un problema da gestire (tra scioperi, malfunzionamenti e insegnanti precarie). Il problema però è che nella gran parte delle scuola pubbliche di Bari già dai primi di giugno e quando poi riapre a metà settembre si boccheggia in classe. L'anno scorso diversi bambini sono collassati in classe per via del caldo. Caldo per cui l'anno scorso qualche genitore aveva provato a chiedere di chiudere le scuole. "Non esiste un problem a neve - dicono- Da noi le scuole sono pericolose per il caldo!" avevano sottoscritto alcuni genitori preoccupati di ricevere allarmate telefonate dai collaboratori scolastici in merito alle condizioni di salute dei propri figli. Classi che, lo ricordiamo, sono spesso sovraffollate e prive di aerazione. Come realizzare dunque un progetto che potrebbe davvero essere utile per le famiglie se fosse organizzato tenendo presente che le scuole, spesso con strutture vecchie e inadeguate, non sempre possono accogliere i bambini ignorando il fattore meteo? "L'assessora ce lo spieghi - dicono fuori dalla scuola - e noi genitori siamo pronti ad accoglierla oppure no".