A Triggiano rinasce il Bar di Onofrio, presidio contro le mafie

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Andiamo a Triggiano dove ieri sera è stato inaugurato un bar distrutto  da due attentati incendiari nel marzo dello scorso anno. Rinasce il Gran Caffè Royal dopo un anno dal suicidio del titolare che non resse al dolore e alla pressione. Morte che ha dato vita alla mascita del presidio di Libera, l'associazione di Don Ciotti contro la mafia. 

Operazione legalità a Triggiano. Dopo più di un anno da quando il titolare del bar, Onofrio Lorusso si tolse la vita in seguito a due attentati incendiari che distrussero completamente i locali, ha vinto la volontà di non fermarsi e di andare avanti, come ha fatto il figlio Francesco Lorusso, ricostruendo non senza fatica ma con tanta fiducia,  pezzo dopo pezzo, un'attività commerciale che per Triggiano rappresenta oggi un simbolo. Il simbolo della legalità che è stato issato dal presidio di Libera, l'associazione contro le mafie di don Ciotti. Ieri è stato il giorno della rinascita e della commozione, dei ricordi dei tanti che conoscevano Onofrio e che si sono stretti attorno alla famiglia, subito dopo il taglio del nastro a cui hanno partecipato tanti cittadini e amici. La morte di Onofrio Lorusso ha aperto gli occhi ad una città intera, ha destato le coscienze di molti. Un sacrificio pagato col caro prezzo della vita ma che ha messo in moto il meccanismo e la volontà per la istituzione di un presidio di Libera organizzato all'interno di una saletta del Gran Caffè Royal all'interno della quale si potranno leggere libri sulla legalità. All'ingresso del bar ricostruito, ci si imbatte in una gigantografia del titolare scomparso con l'espressione di sempre e col suo volto sorridente. La frase è significativa: Quando spegnete ilsorriso di una persona... ricordate di vergognarvi".