Comunali: candidato Pd imputato nel processo "Sanitopoli", la denuncia del M5S

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Il movimento 5 stelle Puglia lancia l'offensiva sulle candidature del Partito democratico a poche settimane dalle amministrative a edal rinnovo dei consigli comunali. Diventa una caso Puglia quello di Triggiano, nel Barese, dove ad essere candidato sindaco è un imputato nel processo Sanitopoli, Il democratico Adolfo Schiraldi. Ma a Triggiano  si allunga anche l'ombra della compravendita dei voti. Un voto per 50 euro.  

È ancora in corso il processo dello scandalo sulla sanità pugliese di Tedesco e altri. Tra gli altri, c'è anche il rinviato a giudizio per concussione Adolfo Schiraldi, candidato sindaco a Triggiano della coalizione di centro sinistra. A presenziare alla presentazione della sua candidatura c’è Marco Lacarra, Segretario Regionale del PD e Consigliere Regionale. Durissime le parole dei Consiglieri del Movimento 5 Stelle Puglia: "La Regione Puglia - sostengono i pentastellati - è parte civile in quel processo dal 2013. Con quale coerenza, oggi un consigliere della stessa Regione Puglia presenta un imputato di quel processo candidato a Sindaco di un Comune? Il consigliere Lacarra e i membri del Partito Democratico non hanno il minimo senso del pudore?"  “Da cittadini triggianesi - dichiarano i 13 componenti della lista Movimento 5 Stelle che si presenterà alle prossime elezioni amministrative a Triggiano - apprendiamo con grande dispiacere che tra le fila delle ormai rituali mega-coalizioni vi sarebbero candidati rinviati a giudizio e candidati condannati. Ci auguriamo che i cittadini possano decidere questa volta di portare nelle istituzioni solo persone competenti ed oneste”. La replica di Lacarra non siè fatta attendere. Se una comunità decide di puntare su un candidato sindaco che fino a prova contraria non è condannato con sentenza passata in giudicato mi chiedo in quale Paese vivano i grillini. Lacarra al riguardo ha ricordato i valori della Costituzione, ovvero la presunzione di non colpevolezza sino al terzo grado. Ma nessuna parola ha detto sul codice di autoregolamentazione dei partiti  approvato due anni fa dalla Commissione Parlamentare Antimafia e sottoscritto anche dal partito democratico.