Ambiente Svenduto, domani il processo a Taranto

TARANTO  di Redazione AntennaSud 

 

Dopo una falsa partenza dell'udienza preliminare, causata da un vizio procedurale, domani presso la Corte d'Assise di Taranto avrà inizio il processo per il presunto disastro ambientale causato dall'Ilva. Alla sbarra 44 persone fisiche e tre società. 

 

Tra gli imputati ci sono i fratelli Fabio e Nicola Riva, l'ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, l'ex presidente della Provincia Gianni Florido, l'ex responsabile dei rapporti istituzionali dell'Ilva Girolamo Archinà, l'ex direttore di Arpa Puglia Giorgio Assennato. Circa mille le parti civili.  Uno degli imputati, l'ex assessore provinciale all'Ambiente Michele Conserva (Pd), accusato di concussione tentata e consumata a carico di due dirigenti della Provincia impegnati nel rilascio di autorizzazioni a favore del gruppo Riva, ha presentato istanza di ricusazione nei confronti del giudice Petrangelo, che aveva svolto il ruolo di presidente nel collegio del tribunale del riesame che confermò gli arresti domiciliari a carico di Conserva nel dicembre del 2012.  Tra i rappresentanti dell'accusa ci sarà il nuovo procuratore Carlo Maria Capristo, subentrato a Franco Sebastio, in pensione dall'1 gennaio scorso. L'elenco delle contestazioni comprende, tra gli altri, i reati di associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento delle acque o di sostanze alimentari, concussione aggravata, corruzione in atti giudiziari e due omicidi colposi. Tre società (Ilva, Riva Fire e Riva Forni Elettrici) sono imputate per responsabilità amministrative. Sono stati già condannati con rito abbreviato don Marco Gerardo, ex segretario dell'ex arcivescovo di Taranto Benigno Luigi Papa (10 mesi di reclusione con pena sospesa per favoreggiamento), e l'ex consulente della Procura ionica Roberto Primerano (tre anni e quattro mesi per falso ideologico).