Scarcerazione, Hakim: "Non sono un terrorista, il fucile era un giocattolo"

BARI di Redazione AntennaSud 

 

La scarcerazione dell'Afghano è avvenuta ieri alle 17. Ma il 23enne ha lasciato la casa circondariale di Bari da una uscita secondaria, eludendo così i tanti cronisti che lo attendevano. E' quanto successo anche al suo legale che ha atteso invano ma che lo ha incontrato questa mattina. 

 

 

L'operazione del fermo dell'afghano, è meno scandalosa delle dimissioni dal carcere". Lo ha sottolineato l'avvocato Adriano Pallesca, difensore del 23enne Hakim Nasiri, scarcerato per insussistenza di gravi indizi. La circostanza della scarcerazione resta al momento un giallo. Tutti attendevano l'uscita dal carcere ma in realtà l'uomo è andato via alle 17 a piedi senza telefono utilizzando una uscita secondaria mentre dal carcere avevano comunicato che il 23enne avrebbe lasciato la casa circondariale alle 16. Un piccolo giallo che ha lasciato a bocca asciutta anche i cronisti pronti a riprendere l'uomo. Hakim questa mattina ha incontrato il suo legale e tornerà al Cara dove è domiciliato. Il 5 maggio scorso la Commissione territoriale della Prefettura gli ha riconosciuto lo status di protezione sussidiaria ma la pratica per il permesso di soggiorno è attualmente sospesa alla luce del procedimento penale nei suoi confronti. In carcere ha detto ai giornalisti Hakim, ho cercato di spiegare che non sono un terrorista. Sono venuto per fare cose buone. Le cose del terrorismo che sono cattive le ho lasciate nel mio paese. Quanto al fucile immortalato in una foto,  quella era un'arma giocattolo. Uno scherzo tra amici quando era in Inghilterra a Birmingham, e lavorarava in un supermercato. Ha spiegato così il contenuto del materiale fotografico trovato nel suo cellulare.