Invalsi, nelle scuole va in scena il boicottaggio

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Anche quest’anno a maggio è tornato lo spauracchio delle prove Invalsi. Ma cosa sono le Prove Invalsi? Sono test standardizzati, ovvero uguali per tutti, basati su procedure articolate e rigorose, per gli studenti delle scuole italiane. Tutti gli istituti scolastici d'Italia, per le classi seconde e quinte elementari, prime e terze medie e in tutte le seconde superiori, devono effettuare le prove poiché sono obbligatorie per legge. 

I test sono elaborati dall’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione e Formazione (INVALSI), ente di ricerca di diritto pubblico, sottoposto alla vigilanza del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur).  

Lo scopo dei test è quello di tracciare un quadro di riferimento statistico sul livello di apprendimento in Italia in riferiemtno all'italiano e alla matematica. Con le prove Invalsi è possibile monitorare il sistema nazionale d'istruzione e confrontarlo con le altre realtà comunitarie ed europee. Le rilevazioni su scala nazionale servono anche a identificare i punti deboli del sistema di istruzione e permettono, quindi, al Miur di predisporre eventuali interventi sulla scorta di dati oggettivi. Tutte le prove includono domande di difficoltà variabile: non è certo una scelta casuale ma si basa su un preciso modello scientifico statistico di riferimento (quello del danese George Rasch, molto usato ma anche criticato). 

Ogni domanda corrisponde a una complessa griglia di misurazione che valuta per ciascuna risposta la sua coerenza secondo schemi matematici-statistici. L'obiettivo di un test standard - come spiega l'Istituto Invalsi - è quello di misurare i risultati in base a una scala di abilità/competenze molto lunga, dai gradini più bassi a quelli più alti. Per questo, in una stessa prova, ci sono anche quiz molto difficili ai quali solo pochi alunni sanno rispondere. Ogni alunno è identificato da un codice alfanumerico: solo i professori coinvolti e incaricati di  seguire i test conoscono a quale nominativo corrisponde. 

Le risposte degli studenti sono riportate su una speciale maschera elettronica con solo il codice alfanumerico e poi inviate all'istituto Invalsi per l'elaborazione dei dati. Accanto ai test di italiano e matematica, per la V primaria e la II delle superiori è previsto anche il Questionario studente. La sua compilazione serve a raccogliere, sempre in forma anonima, informazioni sul contesto e il percorso dell'alunno. Questi dati sono molto utili per l'Istituto Invalsi al fine di analizzare il rapporto tra il livello di apprendimento delle diverse classi, scuole, regioni, e i fattori socio-economici. In ogni caso, è possibile per gli alunni decidere anche di lasciare le risposte in bianco. Gli esiti dei test forniscono agli insegnanti un quadro di riferimento globale sulla classe e sulla scuola, e sono utili per 'aggiustare il tiro', laddove si siano evidenziate maggiori difficoltà. Quindi i docenti non possono usarli per la valutazione, ovviamente, nel caso della III classe delle medie è diverso perché il test è parte dell'esame di Stato. Contro i test, il loro significato e il loro scopo si crea ogni anno un movimento di opinione contrario, sostenuto dalle componenti scolastiche, in particolare da insegnanti e genitori, con le motivazioni più varie.