Mazze e fucili per rapina nel centro commerciale di Brindisi, rapinatori traditi dal Dna

Una ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita a Brindisi dai Carabinieri e dalla polizia nei confronti di quattro persone ritenute responsabili di una violenta rapina che fu compiuta all'interno di una gioielleria del centro commerciale Le Colonne in pieno giorno, il 3 dicembre di 2014. 

 

IL colpo fruttò 300mila euro e fu realizzato con un fucile a pompa e mazzuole da cantiere all'interno dell'ipermercato, creando panico tra la gente che in quel momento si trovava a fare acquisti. La scena è stata interamente filmata dalle telecamere del centro commerciale. L'inchiesta è coordinata dai pm Milto Stefano De Nozza e Daniele Chiemienti. La misura cautelare è stata disposta da gip Maurizio Staso. Sono state le tracce del dna lasciate sui passamontagna oltre che sui frantumi delle vetrine della gioielleria del centro commerciale insieme alle intercettazioni telefoniche e ambientali captate nel corso delle indagini, una delle quali per omicidio,a  portare gli investigatori a individuare i quattro rapinatori. Gli arrestati sono tutti di Brindisi: si tratta di Cristian Ferrari, Angelo Sinisi, Francesco Colaci e Antonio Di Lena. Dalle intercettazioni è emerso tra l'altro che la scelta dell'eserczio commerciale che si trova all'interno dell'ipermercato, pieno di gente al momento dell'assalto, era stata fatta dai malfattori anche sulla base del fatto che non risultava che l'attività fosse protetta da qualcuna delle bande criminali locali.