Protesi, gara lumaca al Policlinico

BARI - Editoriale di Onofrio D'Alesio

 

Ancora una volta tornano in ballo le protesi. Sì quelle che hanno causato danni alla sanità pugliese, non solo in termini di denaro e d’immagine ma soprattutto di scandali dietro il vorticoso e milionario business, finito qualche anno fa sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Pensate, al Policlinico di Bari, una gara per la fornitura di questi presidi dura da tre anni. 

 

Visti i tempi e le lungaggini burocratiche, è naturale che in situazioni come queste,   qualche piccolo sospetto venga al cittadino della strada quando non si conoscono i mille passaggi nell’era digitale.  Si parla di semplificazione nella pubblica amministrazione  ma nei fatti dobbiamo misurarci con situazioni che vanno oltre l’immaginazione. E’ quello che accade al Policlinico di Bari. Sfogliando alcune delibere, più precisamente la 409 di marzo scorso, il provvedimento è la proroga della fornitura di protesi ortopediche e neurologiche nelle more della definizione di una gara. Il 18 marzo si delibera di procedere all’acquisto del materiale dai fornitori attuali agli stessi patti e condizioni di cui alla deliberazione 1542 del 2014, ovvero due anni prima. Andando a lume di naso sappiamo che per legge,  non è possibile concedere più di una proroga. Ma tant’è, sulla base del consumo annuo delle protesi si preventiva una spesa per il semestre di 2milioni e 880 mila euro. Non sono bruscolini, parliamo di protesi della spalla, del gomito, del polso, della caviglia e del piede. L’anomalia è un’altra. Sempre nell’ultima delibera, se ne rievoca un’altra come si fa con lo spirito dei defunti,  risalente al lontano 18 dicembre 2013, attraverso la quale si autorizzava la gara per l’affidamento della fornitura di protesi occorrenti al Policlinico di Bari. Siamo certi che a quell’epoca anche uno come il direttore generale Vitangelo Dattoli era più giovane, e con qualche capello bianco in meno. Sta di fatto che la costituzione delle Commissioni Giudicatrici avviene dopo un anno, commissioni modificate nel 2015. Insomma,  mese dopo l’altro si arriva alla delibera del marzo scorso. in cui si premette che le commissioni “stanno procedendo alla valutazione delle offerte presentate”. Valutazione che va avanti da gennaio quando la Commissione ha aperto le offerte economiche. In corso di adozione sarebbe il relativo esito di gara. Tutto sembra essersi svolto in piena regolarità, ma tra faldoni e impolverate scartoffie vorremmo conoscere anche il parere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e del Commissario Cantone.