Fallimento Ctf, chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone

BARI di Redazione  AntennaSud

 

Chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone, nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento della società barese Ctf srl, riconducibile ad Emanuele Degennaro. Sono accusate a vario titolo di concorso in bancarotta fraudolenta e favoreggiamento personale.

Per il fallimento della società barese Ctf srl, riconducibile ad Emanuele Degennaro, la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone, accusate a vario titolo di concorso in bancarotta fraudolenta e favoreggiamento personale. Il gup deciderà a giugno se andranno a processo i cinque indagati, accusati di una serie di operazioni illecite fino a svuotare le casse della società, falsificando anche le scritture contabili. Secondo l'accusa Emanuele Degennaro, con la sua segretaria Caterina De Bari e con la complicità dell'avvocato Giacomo Olivieri, segretario nazionale di Realtà Italia, e del bitontino Francesco Monte, avrebbe dissipato le risorse aziendali e distratto beni per circa 17 milioni di euro.

C'è poi un quinto indagato, Gaetano Abbadessa, accusato di favoreggiamento: avrebbe aiutato a eludere le indagini dichiarando il falso su alcuni assegni.

Gli indagati avrebbero accollato al patrimonio della Ctf i 20 milioni di debiti di un'altra società del gruppo Degennaro, la Fdp Prima, e avrebbero poi acquistato un immobile (la Torre B del Baricentro di Casamassima del valore di 25 milioni di euro) ottenendo uno sconto pari a 3 milioni per un credito vantato nei confronti della proprietaria dell'immobile. La Torre sarebbe poi stata intestata ad una terza società del gruppo Degennaro, la Impidue srl. Altri 800mila euro sarebbero stati distratti emettendo decine di assegni. Con riferimento a questo aspetto la magistratura barese ipotizza responsabilità nei confronti di Olivieri e Monte, che avrebbero incassato il primo 22 assegni del valore di 220mila euro, il secondo 46 assegni per 600mila euro.