Moglie del consigliere Pd Lacarra muore di tumore, la famiglia presenta esposto per presunto caso di malasanità

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Il consigliere regionale del Pd, Marco Lacarra, designato come prossimo segretario regionale dei democratici in Puglia, finisce insieme con due medici, al centro di un'inchiesta scaturita dopo la morte della moglie avvenuta nell'ottobre scorso. Secondo i familiari, la donna avrebbe dovuto essere curata meglio. Sulla base dell'esposto depositato nei mesi scorsi, la Procura di Bari ha aperto un fascicolo d'indagine per omicidio colposo. 

 

I casi di presunta malasanità oggi non fanno più clamore. A meno che tra le persone direttamente coinvolte non ci sia un personaggio politico di primo piano. Stiamo parlando del futuro segretario regionale del Partito democratico, Marco Lacarra finito nell’inchiesta che riguarda la morte della moglie 45enne, Daniela Di Chio, avvenuta nell’ottobre scorso a causa di  un male incurabile. La scomparsa di una persona cara, provoca sempre estremo dolore, nulla può alleviarlo se non la vicinanza e l’affetto dei familiari. Quegli stessi familiari, parliamo della mamma di Daniela Di Chio, della sorella Ivana e del fratello, che legittimamente hanno chiesto alla Procura di Bari, attraverso il loro legale di fiducia, l’avvocato Simona Cuomo, di accendere i riflettori su un presunto caso di malasanità. L’esposto querela presentato dalla famiglia di Daniela Di Chio è volto ad accertare eventuali responsabilità o negligenze nei confronti dei medici che hanno operato e curato la donna il cui calvario è cominciato nel  2011. “Daniela forse poteva essere ancora viva”. Lo afferma  con le lacrime agli occhi la mamma di Daniela, una signora 80enne che ancora oggi non riesce a darsi pace.  Forse si poteva fare di più. Forse. Tant’è che la Procura ha aperto una indagine per omicidio colposo inviando le informazioni di garanzia a due medici. A distanza di due mesi, nel corso delle indagini, in relazione alla documentazione raccolta, è stato iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, anche il marito, ovvero il consigliere regionale Marco Lacarra. Una scelta del pm che coordina l’inchiesta Grazia Errede che nulla ha a che fare con l’esposto presentato dai familiari il cui nome di Lacarra non viene mai citato. Sulla vicenda proseguono le indagini anche relazione ad una perizia disposta dal magistrato che avrebbe messo in evidenza  delle incongruenze o inesattezze procedurali. "Al dolore della perdita di Daniela per un male incurabile - ha commentato Lacarra  - si aggiunge la diffusione di una notizia che mi colpisce come il più terribile degli insulti, determinato da una iniziativa scomposta di alcuni parenti, che la stessa Daniela allontanò da sè, al fine esclusivo di offenderne la memoria, insultando me e con me, i miei figli, i nostri amici che insieme a me l'hanno amata e assistita fino all'ultimo attimo di vita". "Chiedo a tutti di ricordare che anche un uomo che ha scelto di impegnarsi in politica – conclude Lacarra - ha diritto di piangere in privato i suoi dolori”. Ma questo non esclude il sacrosanto diritto dovere di cronaca che nulla ha a che fare con le speculazioni politiche. Materia di propaganda che non fa parte del giornalismo libero e indipendente.