Corruzione a Brindisi: Consales confessa e parla di "quella tangente"

BRINDISI di redazione AntennaSud

 

 

Avrebbe rotto il muro del silenzio facendo importanti ammissioni ai pm. L'ex sindaco Pd di Brindisi Mimmo Consales, ai domiciliari con l'accusa di corruzione dal 6 febbraio scorso, avrebbe raccontato tutto ai pm. I dettagli nel servizio. 

Ha confessato. Inizialmente aveva scelto di non rispondere l'ex sindaco di Brindisi Mimmo Consales, indagato per corruzione. Ora, a quasi tre mesi  dall'arresto, ha deciso di parlare. E ha raccontato ai pm proprio di quella tangente da 30mila euro ricevuta dall’imprenditore a capo della società che gestiva l’appalto per la raccolta e il conferimento in discarica dei rifiuti nel Comune di Brindisi. A dire tutta la verità, prima di lui, erano stati, invece, Luca Screti e il commercialista Massimo Vergara, tornato in libertà dopo l'interrogatorio in cui ha ammesso gli addebiti. L’imprenditore Screti che dapprima era l'unico finito in cella è ai domiciliari dopo avere confessato e confermato così l’impianto accusatorio. Ma ora anche Consales, che si è dimesso subito ed è ai domiciliari dal 6 febbraio scorso, avrebbe fatto alcune importanti ammissioni ai pm.  L’interrogatorio, richiesto dai pm titolari del fascicolo, Giuseppe De Nozza e Savina Toscani, risalirebbe a una decina di giorni fa. A difesa di Consales, l’avvocato Massimo Manfreda. Durante l'interrogatorio erano presenti gli investigatori della Digos che hanno condotto le indagini. Le accuse a vario titolo sono di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, truffa in danno del Comune e frode in pubblica fornitura. Secondo l’accusa a fronte del pagamento della tangente di 30 mila euro servita a saldare in parte un debito personale dell’ex sindaco con Equitalia, la società avrebbe potuto beneficiare di una serie di vantaggi necessari a sbloccare l’appalto per la gestione dell’impianto di biostabilizzazione e la discarica di Autigno. Il Comune di Brindisi, è commissariato. A giugno le elezioni.