C'era una volta una casa

C'era una volta una casa, e adesso non c'è più. Ma non era davvero una casa, era un tetto, questo sì, ché di casa aveva davvero ben poco. Eppure per chi non ha di meglio, per chi non può nemmeno coprire delle spese acquisto prima casa )maggiori info su http://www.spaziomutui.com/guidacasa/spese-acquisto-prima-casa.htm), questa era per lo meno una soluzione. . Per capire cosa sia accaduto ci si deve spostare nel cuore del Salento, precisamente a Nardò, paese che negli ultimi anni viene letteralmente preso d'assedio da un turismo sempre crescente, sia per la bellezza delle coste che per la convenienza di un'ospitalità calda e generosa. Ma non è così per tutti, e per chi giunge in Italia per lavoro, le cose non sono sempre così facili come si vuol far apparire un po' ovunque. 

Questa volta a restare senza un tetto sulla testa sono i braccianti stagionali che durante i mesi estivi si riversano in questo territorio per lavorare nei campi e che non possono, ovviamente, permettersi di pernottare da nessuna parte perché, tante volte, quello che guadagnano in una giornata di sudore nei campi, basta a malapena per pagarsi un pasto. Sono lavoratori disperati, in nero, sfruttati, e che ora non potranno più contare sull'ex falegnameria, appena abbattuta. Certo non è da biasimare il primo cittadino di Nardò che si è visto praticamente costretto a questa decisione poiché le condizioni igieniche, ma anche umane, all'interno dell'edificio non erano assolutamente accettabili.

 

Ancora prima era stata la Masseria Boncuri a ospitare, quale rifugio di fortuna, i lavoratori extracomunitari, ma una volta chiusa quella i braccianti avevano dovuto optare per un altro rifugio di fortuna per passare la notte. Lo sgombero, nonché la demolizione dello stabile fatiscente era stato paventato già da tempo, ma solo la mattina del 22 aprile è stato dato il via alle operazioni di abbattimento. E così le ruspe hanno buttato giù anche quell'ultimo riparo.

 

C'era una volta una casa, ma speriamo che ora, almeno, accada qualcosa e che venga data la possibilità a questi lavoratori di trovare una sistemazione più dignitosa e accettabile, che consenta loro di portare a casa qualche spicciolo, senza doversi accampare nei primi rifugi, agibili o meno, che gli si presentino davanti.

Scrivi commento

Commenti: 0