Donne che diventano mamme e poi licenziate, storia di ordinaria follia in Puglia

BARI di redazione AntennaSud

 

 

Una situazione drammatica che ormai si è incancrenita. In Puglia le donne che lavorano sono solo il 30,5%. E molte di loro vengono licenziate o peggio costrette alle dimissioni dopo una maternità. Urge prendere provvedimenti. Se n'è parlato in una conferenza a Bari

Dimissioni dopo la maternità in aumento e addirittura raddoppiate rispetto al 2009. Un clamoroso passo indietro nella regione che si dice a difesa dei minori e delle donne, ma che invece crea un vergognoso gap che farebbe rabbrividire ogni paese europeo. Il quadro che emerge in merito all'occupazione femminile è preoccupante non solo perchè è ferma al 30,5%, ma soprattutto perchè è una situazione bloccata. Sono almeno 10 anni che non cresce l'occupazione e quindi non migliora la situazione. A spiegarlo è la consigliera regionale di Parità della Regione Puglia, Serenella Molendini, parlando a Bari con i giornalisti durante la conferenza stampa sulle iniziative messe in campo dall'Ufficio Pari Opportunità nel 2015 e di quelle previste nel 2016. All'incontro, tra gli altri, hanno partecipato, l'assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo, e la parlamentare europea e componente della commissione Occupazione e Affari Sociali, Elena Gentile. Il 71% di donne inattive e scoraggiate o che, peggio ancora, lavorano in nero. "Stiamo lavorando da un paio d'anni all'interno delle aziende per promuovere conciliazione vita-lavoro e welfare aziendale. Sono già 18 le aziende che ci stanno seguendo rispetto a questi temi e ci auguriamo che questo progetto possa continuare perché - secondo Molendini - mettere assieme la competitività e la produttività delle aziende assieme alle esigenze di lavoro delle donne può dare frutti. C'è poi l'ambito che sembra off limits delle donne come quello delle energie rinnovabili, chimica verde e tutto quel che riguarda la sostenibilità dell'ambiente. Abbiamo quindi elaborato - ha concluso Molendini - un nuovo progetto che si chiama Dea e che partirà a fine giugno e durerà un anno intero". 

 "C'è molto da fare - ha dichiarato l'assessore Leo, ma ci sono tutte le condizioni per far bene, a partire dal supporto all'Ufficio della consigliera regionale di parità che svolge una funzione indispensabile.