Esami di avvocato truccati: "Abbiamo agito per altruismo"

BARI di redazione AntennaSud

 

Esami di abilitazione forense truccati, al via gli interrogatori. Il gruppo che avrebbe agito facilitando gli esami di sette candidati lo avrebbe fatto per altruismo e non per intenti economici. Questo emerge dal primo interrogatorio dell'ex funzionaria dell'Università di Bari, imputata insieme ad altre due persone. 

Chiuse le indagini da parte della Procura al via gli interrogatori. Il gruppo di lavoro che ha predisposto gli elaborati per aiutare sette aspiranti avvocati a superare gli scritti dell’esame di abilitazione del dicembre 2014 a Bari, - si legge sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno - avrebbe svolto una «attività artigianale ed estemporanea, con finalità non economiche ma altruistiche, dovute a legami di amicizia con gli ex studenti». È quanto in sintesi ha dichiarato l’ex funzionaria dell’università di Bari Tina Laquale, rispondendo alle domande del giudice nell’interrogatorio di garanzia dopo l’arresto eseguito nei suoi confronti venerdì scorso. Gli imputati oltre all'ex funzionaria dell'Università, sono sua figlia Innocenza Losito, responsabile dell'ufficio legale dell'Adisu, e l'avvocato barese Giuseppe Colella. Altre 15 persone, tra cui i due docenti universitari e i sette candidati, sono indagate a piede libero. Nell’interrogatorio dinanzi al gip, Tina Laquale, ora in pensione e difesa dagli avvocati Giancarlo Chiariello e Raffaele Quarta, ha spiegato di aver voluto «fornire aiuto ad alcuni studenti conosciuti in ambito accademico», nella convinzione che «il percorso di sostegno alla formazione non si esaurisce nell’Università». Si è difesa rispondendo allo domande del giudice anche sua figlia, Innocenza Losito, chiarendo che «non avevamo consapevolezza e volontà di alterare le prove d’esame ma solo di aiutare amici in difficoltà». Colella si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Il pm che coordina l’inchiesta, Luciana Silvestris, sta valutando se avviare ulteriori accertamenti sulla base delle dichiarazioni di un ex collega di Tina Laquale, con riferimento ad altre vicende risalenti ad alcuni anni fa, in particolare a presunti esami universitari registrati ma mai superati dagli studenti e tesi di laurea fotocopiate alla facoltà di Giurisprudenza.