Referendum, ma siamo un popolo di capre?

BARI - Editoriale di Onofrio D'Alesio

 

Diciamo la verita' e una volta tanto sconfessiamoci. Avevamo ieri sera buone ragioni di credere che fino alle 23 alle urne sarebbe andato a votare ancora qualche gatto nero e qualche cane randagio di passaggio dalla scuole. Il quorum è andato a farsi benedire nonostante i risultati migliori li abbia conseguiti la Basilicata e la Puglia. Anche i cinguettii ottimistici di Emiliano su twitter si sono man mano affievoliti sebbene poi lo stesso abbia rivendicato comunque una vittoria della partecipazione.

Per le persone civili, che credono nell'esercizio della democrazia, ci sembra che quella di ieri rappresenti comunque una sconfitta palese. Per lo stato maggiore del Pd abbiamo preso atto della soddisfazione di virare il risultato, dettato dall’astensionismo, in un segnale politico, peraltro indirizzato in particolare a Emiliano, attraverso velenosissime frecciate. E poi le dichiarazioni trionfalistiche del premier. Un risultato che nella realtà dei fatti non c'e', ma che si sperava ci fosse in presenza di un rigurgito di coscienza, vanificato dall’indifferenza, dal disinteresse latente e dal distacco dalla politica, molto preoccupante per un popolo che ha conquistato la liberta', la democrazia e che ipocritamente inorridisce se c'e' qualche nostalgico che vuole celebrare a Taranto una messa in ricordo di Mussolini. In questo caso i resistenti alzano barricate e i media rincorrono la notizia. Arriviamo dunque alla conclusione che per quanto riguarda l’esercizio dei nostri diritti siamo messi maluccio. In passato un altro premier invito' gli italiani ad andare al mare. Costui si chiamava Bettino Craxi. Adesso abbiamo uno che deve ringraziare questa forma di democrazia italica bizzarra, ma altrettanto italiota per essere diventato premier senza essere passato per le vie democratiche del consenso e dunque delle urne. Dunque Renzi rimane' espressione di chi e di cosa ? Dobbiamo chiedercelo in questo Paese che non ha piu' regole e che quando le ha non le utilizza per colpa nostra. Siamo indotti a dubitare che l'esercizio di questo tipo di liberta' possa generare cose buone per il futuro che aspetta noi e le prossime generazioni. Ma il punto e' che  la filosofia del lamento e il qualunquismo, o peggio ancora la rassegnazione, ci impoverisce tutti e impoverisce la democrazia che alla fine rimane una bella parola o un semplice concetto astratto, ma che poi alla prova dei fatti non siamo in grado di esercitarla con vigore e determinazione. Dal dire al fare ci divide il mare, e anche se c’è chi minimizza, è quello stesso mare che potra' essere ancora violentato dalle trivelle. In fondo siamo ad appena 12 miglia. Possiamo metterci dunque il costume da bagno, anche se rischiamo di nuotare in un mare di merda.