Trivelle, la proroga delle concessioni allontana la dismissione degli impianti improduttivi

ROMA di Redazione AntennaSud 

 

Domenica si vota. Ricordiamo il referendum sulle trivellazioni e il quesito che chiede agli elettori di esprimersi in merito alla scadenza delle concessioni per le piattaforme entro le 12 miglia dalla costa. Ma vediamo un pò quante sono queste piattaforme secondo i dati forniti dal ministero dello sviluppo economico. 

 

Sono 92 le piattaforme per l'estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa, 135 in totale e che quindi costituiscono oggetto del referendum di domenica sulle trivelle, che chiede agli italiani se vietare il rinnovo delle concessioni estrattive per i giacimenti entro le 12 miglia dalla costa italiana. Di queste 48 sono piattaforme di produzioni eroganti, 31 non eroganti, 8 non operative. Ogni piattaforma ha più pozzi di estrazione, alcuni sono produttivi, altri non eroganti o improduttivi. In totale i pozzi collegati sono 484. Di questi i produttivi eroganti sono 213 mentre gli altri rimenante 271 non hanno più interesse dal punto di vista economico. Il problema è che in assenza di controllo, i pozzi ancora produttivi e possono essere gestiti in modo da erogare quantità di gas molto piccole, marginali dal punto di vista economico, ma dagli effetti gestionali ed ambientali rilevanti. Una gestione non controllata con estrazioni minime, allontana la dismissione delle piattaforme e il ripristino dei luoghi. Il Mise sulla question non dice nulla. Lo sostiene la professoressa Andreina Zitelli, ex componente della commissione nazionale di valutazione d'impatto ambientale, esperta a favore del "Sì" al referendum. Si tratta di concessioni in larga parte ad appannaggio dell'Eni. La maggior parte delle concessioni per le piattaforme sono scadute al 2015 con la terza proroga, 48 scadono tra il 2016 e il 2027, meno di 20 potrebbero traguardare il 2027. La normativa attuale prevede che le concessioni abbiano  una durata iniziale di 30 anni. Al termine delle concessioni con relative proroghe le aziende possono chiedere di prorogare la concessione fino all'esaurimento del giacimento se giustificato dalle stime residue di sfruttamento. La normativa europea e mondiale dice che le piattaforme non più produttive devono essere smantellate, considerate al pari di un relitto marino, il prezzo della dismissione è significativo, ma lo Stato italiano non ha mai chiesto di accantonare i soldi per lo smaltimento.