Inchiesta petrolio, posizione di De Filippo verso la archiviazione?

POTENZA di redazione AntennaSud

 

Potrebbe vedere la sua posizione andare verso la richiesta di archiviazione il Sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo (Pd), indagato con l’accusa di corruzione per induzione a fini elettorali nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata. Ha chiesto di essere interrogato e ha risposto a tutte le domande dei pm.  

Appreso di essere indagato per il reato di corruzione per induzione a fini elettorali, il Sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo (Pd), si è presentato in procura a Potenza. Potrebbe vedere rapidamente definita la sua poszione con una archiviazione. Il sottosegretario ha infatti subito chiesto di essere interrogato. Ha risposto alle domande dei pm Francesco basentini e Laura Triassi, ha spiegato tutti i passaggi della vicenda, compreso il senso di alcune intercettazioini telefoniche, al punto che - secondo quanto è trapelato - molto presto i pm chiederanno l'archiviazione. De Filippo è indagato con l’accusa di corruzione per induzione a fini elettorali nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata nel filone «Tempa Rossa», il Centro Oli della Total a Corleto Perticara (Potenza). Sotto la lente d'ingrandimento i suoi rapporti con l’ex sindaco del paese, Rosaria Vicino (Pd), ai domiciliari dallo scorso 31 marzo. Intanto Alternativa Libera e Movimento 5 Stelle hanno chiesto le sue dimissioni.  Tra i nuovi indagati, oltre a De Filippo, vi sarebbe anche la sua segretaria, Mariachiara Montemurro, consigliera comunale in quota Pd a Gallicchio (Potenza). Nell’ordinanza eseguita il 31 marzo erano riportate intercettazioni telefoniche in cui Vicino parlava della necessità di «sistemare» uno dei suoi figli all’Eni: per riuscirci avrebbe chiesto l’intervento del sottosegretario (che è stato presidente della Regione Basilicata per otto anni, dal 2005 al 2013). Altre registrazioni telefoniche registravano l’impegno di Vicino a sostegno di liste elettorali con esponenti politici vicini a De Filippo, come la stessa Montemurro. Quest’ultima veniva utilizzata da De Filippo come «canale» di comunicazione con Vicino per informarla dei progressi nell’attività per arrivare all’assunzione del figlio. Non ci sono amministratori pubblici di altre Regioni oltre alla Basilicata indagati per l’inchiesta della procura di Potenza su presunte violazioni delle norme ambientali al Centro Olii dell’Eni a Viggiano (Potenza), ha detto il comandante dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) del capoluogo lucano, il capitano Luigi Vaglio, sentito stamani in audizione a Roma dalla Commissione bicamerale sulle ecomafie.