Brindisi, consigliere Vizzino e amministrativo CUP rinviati a giudizio

BRINDISI di redazione AntennaSud

 

 

Manomettevano  il sistema informatico del CUP di Brindisi, facendo risultare non effettuate delle prestazioni che invece erano avvenute e procedevano a falsi rimborsi, che però trattenevano per sè stessi. Due dipendenti del CUP, di cui un consigliere regionale della Lista Emiliano per la Puglia, sono imputati dio peculato. 

Tramite uno storno inserito nel sistema informatico, avrebbe attivato procedure di «falsa» restituzione ai pazienti di diversi importi che variano dai 4 ai 70 euro, appropriandosi così di una somma complessiva pari a 1192 euro. Ma il consiglere regionale pugliese Mauro Vizzino, di Mesagne (Brindisi), eletto con la lista 'Emiliano sindaco di Puglià, dipendente della ditta Svimservice, che gestiva all’epoca dei fatti il servizio di prenotazioni,  era in buna compagnia. Alessandro Coccioli, altro assistente amministrativo addetto alla prenotazioni delle prestazioni sanitarie disposte dai medici, che risulta imputato procedimento per l’appropriazione di 863 euro. Il gup di Brindisi Tea Verderosa ha disposto il rinvio a giudizio per entrambi imputati di peculato in veste di dipendenti del Centro unico prenotazione della Asl di Brindisi. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dal pm Milto Stefano De Nozza, Vizzino, dipendente della ditta Svimservice, che gestiva all’epoca dei fatti il servizio di prenotazioni, faceva risultare non eseguite alcune prestazioni che lo erano invece state e quindi procedeva al rimborso, che invece, finiva nelle sue tasche. Stesso meccanismo per Coccioli. I fatti contestati si riferiscono a un periodo compreso tra il 2009 al 2012. Le indagini sono state delegate dal pm ai carabinieri dei Nas di Taranto. Per Vizzino ci sarebbero stati almeno una ventina di rimborsi illeciti, secondo l’accusa. La Asl si è costituita parte civile. Il processo inizierà il 6 luglio dinanzi al Tribunale di Brindisi in composizione collegiale.