Adisu, l'assessore Leo "frena" Cataldo

BARI di Redazione AntennaSud

 

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha firmato il decreto di nomina del consiglio di amministrazione dell’Adisu, l’Agenzia per il diritto allo studio universitario di Puglia, annunciando che l'assessore Sebastiano Leo convocherà una riunione con tutte le componenti interessate, in merito alle accuse lanciate dal capogruppo di Forza Italia, Andrea Caroppo, secondo il quale il presidente Adisu, Alessandro Cataldo avrebbe riorganizzato l'Agenzia svuotando le sedi territoriali.  Questione che aveva sollevato polemiche anche da parte del Movimento 5 Stelle e del consiglire regionale Guglielmo Minervini 

"L’indirizzo dell’amministrazione regionale ha dichiarato l'assessore Leo è quello di garantire i servizi erogati a livello periferico. La centralizzazione oggetto di polemiche in queste ore da parte di alcune forze politiche, non dovrà privare gli studenti di alcun servizio sul territorio, ma riguarderà attività interne all’amministrazione che possono essere rese più efficienti da un maggiore coordinamento. Al fine di condividere il percorso e fornire alle componenti universitarie tutte le informazioni necessarie, l'assessore convocherà un incontro al più presto. Leo Getta acqua sul fuoco costretto ad intervenire su una decisione che a molti sembra illegittima poichè la legge istitutiva dell'Adisu dispone che settori, uffici e servizi devono essere decentrati sul territorio. Il progetto del presidente Sandro Cataldo, cugino della Maurodinoia, rischia di essere bloccato proprio dalla Giunta regionale. Ma per saperne di più bisognerà attendere la convocazione di una  riunione tra Cataldo e le rappresentanze studentesche. Cataldo il 6 aprile scorso ha adottato un atto di indirizzo con cui espropria di tutte le competenze le sedi territoriali, istituendo la figura di un mega dirigente cui saranno subordinati i dirigenti delle sedi territoriali e che gestirà benefici e servizi su tutto il territorio regionale. Di qui l'accusa di Caroppo che aveva sottolineato come gli uomini del presidente non solo hanno tanta fame ma anche tanta fretta e non esitano a scardinare un ente per aumentare poltrone e prebende.