Omicidio Zanni, la Cassazione: "Non fu premeditato"

BARI di Redazione AntennaSud

 

Nicola Scanni uccise il padre Mario, noto fotografo barese, ma non lo fece con premeditazione, dunque la sua pena a 30 anni di reclusione va ridotta. Lo scrivono i giudici della Corte di Cassazione.

Tra una settimana inizierà il processo di appello bis a carico di Nicola Scanni, imputato a piede libero per l’omicidio del padre Mario, noto fotografo barese, dopo un litigio. Delitto dovuto ad un "movente di tipo economico o familiare" ma senza premeditazione, secondo quanto affermano i giudici della Corte di Cassazione nelle motivazioni (depositate di recente) della sentenza con cui, a luglio scorso, hanno confermato la sentenza di condanna di Scanni, annullando con rinvio solo parte riferita all'aggravante della premeditazione. L’omicidio fu commesso il 22 agosto 2010 nello studio fotografico di Mario Scanni, in via Crisanzio a Bari. Unico scopo del processo che comincerà il 19 aprile, rideterminare la pena di 30 anni di reclusione inflitta dalla Corte di Assise di Appello di Bari nel 2014. Secondo i giudici nessun dubbio, quindi, sulla colpevolezza dell’imputato. Tuttavia, non avendo Nicola Scanni agito con premeditazione, la condanna a 30 anni di carcere dovrà essere ridotta.
Scanni, difeso dall’avvocato Marco Valente, fu arrestato un mese dopo il delitto ed è stato detenuto per 15 mesi nel carcere di Bari fino a dicembre 2011, quando fu scarcerato dopo l’assoluzione ottenuta in primo grado, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato. Quella sentenza fu poi ribaltata in secondo grado con la condanna a 30 anni di reclusione. Ora, a giudizio della Suprema Corte, "fermo restando il giudizio definitivo sulla colpevolezza dell’imputato, la sentenza dev'essere annullata limitatamente alla premeditazione". Secondo i giudici della Cassazione, la stessa arma del delitto, "uno degli strumenti di lavoro (forse un treppiedi fotografico) presenti nello studio privo di intrinseca micidialità", renderebbe l’omicidio compatibile con un’iniziativa d'impeto, non programmata.