Caporalato, arrestati madre e figlio nel brindisino

BRINDISI di Redazione AntennaSud

 

Caporalato: è l'accusa di cui devono rispondere tre persone. Arrestati madre e figlio di Villa Castelli, nel brindisino, e sottoposta all'obbligo di dimora una cittadina romena. Avrebbero reclutato e gestito almeno 30 braccianti, sfruttati mediante minacce e intimidazioni.

 

Fino a tredici braccianti stipati in un furgone, altri in auto, per trascorrere fino a 14 ore sui campi: da Villa Castelli, nel brindisino, a Noicattaro, nel barese. 170 chilometri per andare a raccogliere l'uva su commissione di un'azienda. A reclutare e sfruttare la manodopera agricola, dietro minacce e intimidazioni e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori, erano due persone, madre e figlio, arrestati dai carabinieri di Brindisi in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della procura. Si tratta di Chiara Vecchio, 45 anni, e Vito Antonio Cliandro, di 29, entrambi residenti a Villa Castelli. Le accuse per loro sono di concorso in intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravati, il cosiddetto caporalato. Ad un terzo indagato, una romena di 45 anni, è stato notificato l'obbligo di dimora.

Dalle indagini è emerso che i tre si sarebbero dedicati al reclutamento e alla gestione della manodopera agricola, sfruttata mediante minacce ed intimidazioni, approfittando dello stato di bisogno e di necessità dei lavoratori. È stata anche documentata la sottoposizione dei braccianti a condizioni di lavoro degradanti, a fronte di retribuzioni sproporzionate rispetto alla quantità e alla qualità del lavoro effettivamente prestato. Le indagini sono ancora in corso, ma è stato accertato che venivano sfruttati almeno 30 braccianti, quasi tutti italiani, costretti a vivere in condizioni di indigenza. Stamattina uno di essi è stato trovato dai Carabinieri in un garage di pertinenza dell'abitazione dei presunti caporali. Dormiva in un piccolo deposito. L'inchiesta è partita dalla denuncia di una bracciate, disperata per le condizioni in cui suo figlio era costretto a lavorare.

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