Adisu, tutti contro Sandro Cataldo, cugino della Maurodinoia

BARI di Redazione AntennaSud 

 

L'Adisu, l'agenzia regionale per il diritto allo studio è nel caos. E' l'effetto della nomina politica del presidente Emiliano che qualche mese fa ha assegnato l'incarico ai vertici Adisu ad Alessandro Cataldo, cugino di Anita Maurodinoia, meglio nota come Lady Preferenze. Alla Regione la protesta dei partiti questa volta è bipartisan. E il neo presidente finisce nel mirino dei consiglieri di destra e di sinistra per le sue decisioni, a dir poco stravaganti. 

 

La nomina del commercialista triggianese Alessandro Cataldo ai vertici dell'Agenzia regionale per il diritto allo studio, aveva fatto storcere naso e bocca a molti, suscitando non poche polemiche. Ma tant'è, se le nomine non sono fatte per competenze e curricula, significa che sono figlie della lottizzazione politica e, nel caso specifico, di un cadeau di Emiliano ad Anita Maurodinoia, ex schittulliana passata a sinistra, che ha portato al Pd un bel pacco di voti.  Da Forza Italia a Noi a Sinistra, in questi giorni il presidente Cataldo è stato messo al pubblico ludibrio, accusato da Caroppo e Minervini di svuotare le sedi territoriali Adisu di Foggia, Lecce, Taranto e Bari. Forse si intende far largo a qualcuno, visto che il partitino della Maurodinoia, Sud al Centro, è diventato un poltronificio alla vigilia delle amministrative, dopo aver mandato a segno diversi colpi. Tra questi la recentissima nomina di una professoressa di filosofia, sempre triggianese, come amministratore delegato della Stp, società di trasporti. O piuttosto come un vicesindaco assessore calato da Santo Spirito e piazzato nella giunta comunale triggianese. Cataldo da parte sua sottolinea che è necessaria una complessiva riorganizzazione della struttura amministrativa e che bisogna dare luogo ad un processo di innovazione non più rinviabile. Ecco perchè decide di sopprimere con autorevolezza le strutture organizzative esistenti. Eppure in Adisu pur essendoci un presidente, manca l'insediamento del Consiglio di amministrazione. Pertanto, sempre il Cataldo,  funge da re, papa e cardinale. Ad intervenire sulla vicenda è Caroppo di Forza Italia il quale ricorda che l'attuale presidente, senza alcuna esperienza nel settore, espropria di tutte le competenze gli uffici periferici e istituisce nientemeno che la figura di un super manager che gestirà tutto, dalla a alla zeta, creando nel nuovo organigramma un immancabile ufficio stampa e comunicazione. Non esita - sostiene Caroppo -  a scardinare un ente per distribuire poltrone e prebende. Il consigliere regionale Minervini non si ferma a queste considerazioni, ma attacca duramente Cataldo, responsabile a suo avviso di violare la legge che disciplina l'Agenzia. Una norma che stabilisce il decentramento degli uffici sul territorio per l'erogazione dei servizi. Ma Cataldo va avanti per la sua strada e dice di aver incassato il parere favorevole del presidente Emiliano. La riorganizzazione dell'Adisu è una questione di spending review. Ma quando gli si chiede a quanto ammonta il risparmio, Cataldo da buon commercialista risponde: Non ancora è stato possibile quantificarle, perchè ho difficoltà a mettere insieme queste informazioni. E qui ci voglion dei punti di sospensione, non tanto per capire ma per riflettere dove si voglia andare a parare. La rivoluzione Adisu dovrebbe prendere forma dal primo luglio, ma lo spettacolo forse ci regalerà qualche altro colpo di scena.