Trivelle, 5mila in piazza per dire no al petrolio

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Oltre cinquemila persone hanno partecipato ieri sera a Bari alla manifestazione-concerto "Siamo il mare" con cui musicisti, sindacalisti, politici e ambientalisti hanno promosso il sì al referendum del 17 aprile per abrogare la norma che concede alle società il diritto di estrarre idrocarburi in mare sino all'esaurirsi del giacimento. Tra gli interventi della serata quelli del governatore Michele Emiliano e del segretario della Fiom, Maurizio Landini.

 

Stimo difendendo la bellezza come bene pubblico, con la serenità di chi ha ragione. Di chi si difende dalle bugie perfino di governi amici che si sono infilati in tunnel brutti nei quali si fa prevalere l'interesse di pochi insignificanti petrolieri che costringono a sacrificare gli interessi di tantissime persone che dal mare traggono ricchezza, turismo, possibilità di futuro. Sono state queste le parole di Emiliano prima di salire ieri sera sul palco dell'evento Siamo il Mare, manifestazione a sostegno del si in vista del referendum del 17 aprile. Per il governatore è incredibile come una piccola industria, come quella petrolifera  venga sacrificata alla più grande industria italiana, quella del turismo e della bellezza. Come fa lo stesso governo a fare due discorsi, l'uno in contrasto con l'altro. Il referendum ha dato l'occasione a tutti di capire qualcosa in più - ha aggiunto Emiliano -  Questa manifestazione è la manifestazione delle persone che non si rassegnano e che vogliono raccontare un mare meraviglioso che è a poche decine di metri e che ha bisogno in questo momento dell'aiuto di tutti gli italiani che non contano niente, che non hanno lobby, che non hanno parenti vicini ai ministri, che non hanno soldi a sufficienza per passare le vacanze in ville esclusive. Cha hanno solo la possibilità di apprezzare la bellezza come bene pubblico. Emiliano ha infine esortato domenica prossima ad andare a votare subito in maniera che l'affluenza salga sin da subito, così da spingere anche gli sfiduciati a votare e a impedire che si fermi la democrazia nel nostro paese.