Sfacelo Ferrovie Sud Est, 272 milioni in "consulenze"

BARI di Redazione AntennaSud

 

Nuovo fascicolo della Procura di Bari sullo sfascio delle Ferrovie Sud Est. Intanto, le prime teste eccellenti cominciano a cadere sotto la mannaia del commissario Andrea Vieri, che sta passando al setaccio esternalizzazioni, consulenze e incarichi legali, "allegramente" elargiti dai vertici delle Sud Est.

Nel crac delle Ferrovie Sud Est spunta un nuovo capitolo sui 272 milioni spesi in esternalizzazioni, consulenze e incarichi legali, che si agiungono al miliardo di euro d'investimenti effettuati in un decennio. Risultano fiumi di denaro versati a progettisi pagati a peso d’oro e incarichi milionari a dipendenti ed ex dipendenti, sui quali stanno cercando di far luce il commissario Andrea Viero con i vice Domenico Mariani e Angelo Mautone.
Il nome più ricorrente è quello dell'ingegnere salentino Vito Antonio Prato, al quale sono stati corrisposti 52 milioni di euro tra progetti e direzione lavori. Angiulli avrebbe affidato consulenze per 13,7 milioni all’ex amministratore delle Sud Est, Luigi Fiorillo. Denaro che si aggiunge ai 40mila euro lordi percepiti all’anno.
Ne ha presi 5,4, invece, l’ex direttore generale Nicola Aversano, in qualità di collaudatore.
L’ex dirigente investimenti Francesco Paolo Angiulli, come assistente al responsabile unico del procedimento, di milioni ne ha intascati quasi 8 in dieci anni.
Nell’elenco figurano anche i nomi di politici, dirigenti ed ex dirigenti regionali, che anziché vigilare sull'operato della società ferroviaria avrebbero partecipato al suo sfacelo.
Sulla relazione di Viero la Prcoura di Bari ha aperto un fascicolo. Nel registro degli indagati compauiono Fiorillo e l’avvocato Angelo Schiano, che ha incassato 27 milioni di parcelle. In attesa di completare le verifiche sugli incarichi, Viero ha licenziato intanto l'avvocato Angiulli, prima testa eccellente a cadere. Altre sono nel mirino del commissario.

Intanto Riccardo Zotti, ex sindacalista che Fiorillo aveva promosso a dirigente e che sembrava destinato al ruolo di capo del personale, ha accettato il demansionamento a quadro, pur di conservare il posto di lavoro.