Tempa Rossa, Emiliano accusa Renzi

ROMA di Redazione AntennaSud

 

S'inasprisce lo scontro Emilano-Renzi sulla questione petrolio. Il governatore: "Puglia scippata con l'emendamento Tempa Rossa, che le impedisce di trattare con i petrolieri le compensazioni ambientali per la città di Taranto".

Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, sempre più polemico con il governo e con il premier Matteo Renzi sull'affaire Tempa Rossa. "Ho votato no alla relazione del segretario Renzi perché le sue argomentazioni sul referendum e sull'emendamento Tempa Rossa riclacano pedissequamente quelle delle aziende petrolifere e non tengono invece conto degli interessi dei cittadini e dei territori". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia al termine della direzione nazionale del Pd, che si è tenuta ieri a Roma. "In particolare - ha aggiunto Emiliano - Renzi non è riuscito a dare alcuna giustificazione dello scippo che l'emendamento Guidi ha determinato in danno della Puglia, autorizzando l'oleodotto Tempa Rossa senza consentire alla Regione di trattare con i petrolieri le compensazioni ambientali per la città di Taranto, e dunque consentendo a questi ultimi di risparmiare decine di milioni di euro".
Oggi intanto i magistrati di Potenza interrogheranno le sei persone finite agli arresti domiciliari per l'inchiesta sul petrolio: 'ex sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino, del Pd, e cinque dipendenti dell'Eni. Uno dei filoni d'inchiesta sul petrolio è incentrato sul famoso emendamento approvato in legge di stabilità che sbloccava interventi strutturali legati alle estrazioni petrolifere in Val d'Agri, nel Potentino. Emendamento che, cinque giorni fa, è costato la testa del ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, la quale ne aveva parlato in una telefonata con il suo compagno, l'imprenditore Gianluca Gemelli. Il nome di quest'ultimo figura sia nelle indagini sul porto di Augusta che in quelle su Tempa Rossa. Il grande giacimento di combustibili fossili in Basilicata è oggetto di uno dei tre filoni d'inchiesta per la presunta gestione illecita di scarti di lavorazione del petrolio nell’impianto Eni di Viggiano, in provincia di Potenza. L’altro filone riguarda il porto di Augusta, in Sicilia, dove si parla di scambio illecito di favori. La parte d'inchiesta che riguarda Tempa Rossa ha per oggetto l’iter che ha portato all’autorizzazione dei lavori in questo impianto.
Ieri, intanto, nel suo ufficio decentrato di Palazzo Chigi a Roma è stata ascoltata come persona informata sui fatti il ministro per le riforme Maria Elena Boschi. I magistrati potentini titolari dell'inchiesta sul petrolio - il procuratore Gay e i pm Basentini e Triassi - l'hanno ascoltata per poco meno di due ore. All'audizione hanno partecipato anche il magistrato della Direzione nazionale antimafia Elisabetta Pugliese e il dirigente della squadra mobile di Potenza, Carlo Pagano.