Castro, documenti di migranti strappati

CASTRO di Redazione AntennaSud

 

Documenti di identificazione strappati sono stati trovati dai carabinieri a Castro, in Salento, a seguito dello sbarco di 22 migranti avvenuto giovedì scorso. "Lo fanno per chidere asilo in Italia", ipotizzano gli investigatori.

Verbali di identificazione redatti in Grecia, alcuni integri ed altri strappati, con foto che ritraggono alcuni dei somali e siriani rintracciati nei giorni scorsi a Castro, in Salento, sono stati trovati dai Carabinieri di Tricase a Marittima, marina di Diso, lungo una strada che porta sulla scogliera. Nello stesso luogo i militari hanno anche rinvenuto effetti personali e indumenti abbandonati da alcuni dei 22 migranti rintracciati il 31 marzo scorso.
I carabinieri ipotizzano che i migranti, per non essere subito identificati e per poter chiedere asilo politico in Italia (anziché in Grecia, da dove provengono), appena sbarcati abbiano strappato i documenti rilasciati dalle autorità greche.
In un bar, invece, nascosta sotto il cuscino di una sedia, è stata trovata una busta contenente le fototessera di un giovane africano, che faceva parte del gruppo di migranti approdati nel Salento giovedì. Secondo gli investigatori, tali ritrovamenti avvalorano l'ipotesi dell'esistenza di una organizzazione dedita al traffico di esseri umani dall'Africa e dal Medio Oriente verso le coste salentine, che provvede anche a fornire documenti falsi.
Nel luglio 2015, a Leuca, i carabinieri trovarono un documento falso della Repubblica Ceca con la foto di un migrante siriano sbarcato il primo giugno.
Dopo lo sbarco di giovedì scorso, le forze dell'ordine hanno arrestato un cittadino iraniano per possesso di documenti falsi. E la Guardia di finanza aveva bloccato in mare un'imbarcazione che si stava allontanando dalla costa con a bordo due scafisti, un greco di 58 anni e un albanese di 35 anni, entrambi sottoposti a fermo di polizia giudiziaria dal pool interforze anti immigrazione coordinato dalla Procura della Repubblica di Lecce.