Marò', forse uno spiraglio per il rientro di Girone in Italia

AJA di redazione AntennaSud

 

 

Si sono concluse le udienze al tribunale dell'Aja e, a sopresa, si intravede uno spiraglio per il rientro di Salvatore Girone in Italia per la durata del processo che dovrà stabilire la giurisdizione in merito al fatto avvenuto nelle acque del kerala il 15 febbraio del 2012. Il governo italiano ha chiesto che il fuciliere attenda in Italia la sentenza che potrebbe presa anche in 4 anni. 

Dopo due giorni di botta e risposta tra Italia e India nelle udienze al tribunale arbitrale dell'Aja che non erano cominciato nel migliore dei modi con quel "Inammissibile" da parte dei giudici rispetto alla richiesta italiana di far rientarre Girone per il peridodo dell'arbitrato (che potrebbe durare 4 anni), si intravede uno spiraglio. A smuovere le acque nella seconda udienza è stata una domanda posta al team indiano dai cinque giudici arbitrali, poco prima dell'ultima replica indiana: "Cosa sarebbe accettabile per l'India?". Che il governo indiane cercasse garanzie su un eventuale ritorno di Girone a Delhi era già emerso nell'udienza del giorno prima tanto da far ripetere più volte e in modo solenne all'agente del governo italiano, l'ambasciatore Francesco Azzarello, e al suo team legale che l'Italia rispetterà "qualsiasi decisione prenderà il Tribunale arbitrale" in merito a Girone. Anche l'avvocato del collegio di difesa italiano, il britannico Sir Daniel Bethlehem si era rivolto ai giudici chiedendo "Questo tribunale considera affidabile di fatto e di diritto l'impegno dell'Italia a restituire Girone all'India, se questo fosse richiesto dal Tribunale stesso?" "Se sì le misure - aveva concluso - le misure provvisorie che l'Italia richiede sono sia appropriate che necessarie". Resta da capire quale tipo si garanzie i giudici potrebbero decidere di inserire nella loro sentenza, attesa non prima di un mese. Ora ogni decisione è nelle mani del collegio arbitrale. Nel frattempo Massimiliano Latorre, l'altro Fuciliere accusato di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati il 15 febbraio 2012 al largo del kerala, attende in convalescenza a Taranto l'udienza della Corte Suprema indiana sul permesso, concessogli dopo un ictus, in scadenza il prossimo 30 aprile.