Terrorismo, Bari centrale dei documenti falsi

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

Sarebbe Bari la centrale pugliese dei documenti falsi su cui sta indagando  la Dda del capoluogo pugliese nell'ambito di un'inchiesta sul terrorismo internazionale di matrice islamica. Lo si apprende da fonti vicine agli ambienti giudiziari nell'ambito degli accertamenti su un presunto flusso di visti e passaporti falsi destinati a cittadini soprattutto iracheni che arrivano in Europa passando da Bari.

L'inchiesta nelle scorse settimane, ha portato all'arresto di tre persone, un iracheno e due britannici, in carcere per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e il possesso di documenti falsi e indagati a piede libero per terrorismo. L'ipotesi degli inquirenti è che Bari sia un luogo di passaggio e soprattutto base per supporto logistico a foreign fighters e per questo stanno  cercando di individuare il luogo di fabbricazione e smistamento dei documenti falsi. A confermarne la provenienza barese sarebbe stato proprio il 38enne iracheno Ridha Shwan Jalal, arrestato il 14 marzo perchè trovato in possesso di un falso passaporto della Repubblica Ceca. In un interrogatorio investigativo al quale l'uomo è stato sottoposto nei giorni scorsi all'interno del carcere di Bari, avrebbe spiegato di aver ricevuto il documento falso da un cittadino albanese residente a Bari. Circa due settimane fa poi, l'appuntamento con i due britannici (poi arrestati) per consegnare loro altri cinque visti falsi la cui destinazione è tuttora in corso di accertamento da parte dell'Antimafia.