Piano olivicolo nazionale, una misura che segna il rilancio del comparto

ROMA di redazione AntennaSud

 

 

Un investimento complessivo di 32 milioni di euro che saranno destinati alla riorganizzazione del settore. Approvato dalla conferenza stato regioni il Piano Olivicolo nazionale.

 

La conferenza Stato Regioni ha approvato  il primo Piano olivicolo nazionale (Pon). Lo aveva annunciato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. Si tratta di un investimento complessivo di 32 milioni di euro che saranno destinati alla riorganizzazione del settore. «Questo è il pezzo che mancava per poter finalmente rilanciare il comparto - dice Donato Rossi, presidente di Confagricoltura Puglia - I fondi a disposizione insieme con quelli che ciascuna regione programma con i Piani di sviluppo rurale faranno da leva alla competitività dell’olivicoltura italiana». Saranno sostenute attività per raggiungere maggiore produzione dei settori olivicolo e oleario - ha dichiarato l'assessore alle risorse agroalimentari della regione Puglia, Leonardo Di Gioia - attraverso il rinnovamento degli impianti e l'introduzione di nuovi sistemi culturali sostenibili. Senza dimenticare il sostegno ad attività di ricerca per la difesa e valorizzazione della biodiversità, ovvero delle varietà olivicole. Di Gioia conclude sostenendo che il Piano olivicolo nazionale "è un passo importante che consentirà, specie ai nostri produttori, di difendere la qualità, di attivare una serie di iniziative per posizionale al meglio i nostri produttori, di difendere la qualità e dare respiro ad un settore che, in Puglia, più che in altre regioni d'Italia è sofferente ma decisivo per l'economia". Nel Piano olivicolo nazionale sono previste misure operative che puntano prima di tutto all’incremento della produzione. «L’annata 2015 è già da annoverare fra quelle dei record  se si considera che soltanto la Puglia ha prodotto circa 170mila tonnellate di olive, con un più 25 per cento rispetto all’anno precedente - spiega Rossi - L’incremento del prodotto è necessario se vogliamo far sì che l’Italia riduca al massimo le importazioni». Il piano prevede anche misure destinate alla promozione dei prodotti e a una più forte organizzazione di filiera. «Anche rispetto a questi temi - sottolinea il presidente di Confagricoltura Puglia - la nostra regione è all’avanguardia. Basti considerare che la maggior parte delle Op olivicole, le organizzazioni produttive che rispondono proprio a queste esigenze, sono concentrate proprio in Puglia e somma al proprio interno quasi il 90 per cento dell’intero prodotto nazionale».