Ospedale Fallacara, Triggiano respinge il Piano di riordino di Emiliano

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Ancora una volta Triggiano dice no alla chiusura dell’ospedale Fallacara e al Piano di riordino ospedaliero del presidente Emiliano. Ieri l’assemblea organizzata dal comitato spontaneo “Noi Ci Siamo”, alla quale hanno partecipato anche alcuni consiglieri regionali.   

 

Un piano ospedaliero che riflette il totale fallimento delle politiche sanitarie delle regione Puglia. Un Piano non condiviso dalle comunità, ma approvato dall’Esecutivo regionale senza il minimo coinvolgimento partecipativo degli enti locali. Non mancano settori della  maggioranza che evidenziano l’incoerenza di un atto di governo nel quale si ha netta la sensazione che il calcolo ragionieristico abbia preso il sopravvento rispetto alla tutela della salute. Un piano che tra l’altro non combatte gli sprechi e che sulla carta non chiarisce cosa diventeranno gli ospedali da chiudere. E’ il piano che riguarda il Fallacara di Triggiano, che in semplici tre parole ne distrugge la vocazione ospedaliera, attribuendo quaranta posti di riabilitazione e post acuzie, ma che sul piano del potenziamento della medicina territoriale è latitante.  Da qui il secco “no” venuto nel corso della assemblea cittadina, convocata dal Comitato spontaneo “Noi ci siamo. No alla Chiusura”, svoltasi   presso la Sala Mostre del Comune, alla quale oltre ai rappresentanti del comitato, ha partecipato il sindaco Vincenzo Denicolò e i consiglieri regionali Mario Conca, del Movimento 5 Stelle, e Domenico Damascelli di Forza Italia.

Il sindaco Denicolò ha ribadito le linee guida emerse nel corso della ultimo consiglio comunale  confermando  la posizione del Comune sul mantenimento dello status attuale del nosocomio e del suo ulteriore potenziamento. Perentorio l’intervento del consigliere regionale pentastellato Mario Conca, il quale ha ribadito le ragioni per cui il Piano di riordino non avrebbe dovuto essere adottato nei termini voluti da Emiliano che avrebbe dovuto opporsi al piano di riparto del fondo sanitario nazionale e al blocco delle  assunzioni nel comparto sanitario. La sanità pugliese è totalmente inefficiente, fatta non solo di sprechi, non realizza i livelli minimi di assistenza. L’assemblea ha sottolineato come la difesa del Fallacara non possa essere affidata solo alla  trattativa, ma deve attaccare l’intero Piano nei suoi punti di debolezza.