Miulli di Acquaviva, dializzata da 5 anni dà alla luce una bambina

ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA) di redazione AntennaSud

 

Con l’assistenza di nefrologi, ginecologi, anestesisti, neonatologi, ostetriche e infermieri, dopo 35 settimane di gestazione, una donna è riuscita a far nascere la sua bambina nonostante la grave insufficienza renale che la costringe alla dialisi.  

 

Quello che per molte donne è un evento naturale, seppur sempre bellissimo, per altre è una vera e propria sfida. E a vincere la sfida fatta di incertezze, paure, stanchezza, ma anche coraggio e forza di volontà, è stata una donna con una malattia renale che ha deciso di portare avanti la sua gravidanza nonstante la sua dialisi. Assistita dallo staff dell'ospedale di Acquaviva delle Fonti al Miulli, la donna ha realizzato il suo sogno e quello di suo marito, di avere un figlio nonostante fosse in dialisi da 5 anni. Una meravigliosa storia che vale la pena raccontare. Sara, una donna in dialisi da cinque anni al Miulli di Acquaviva ha dato alla luce una splendida bambina di nome Giorgia. Nata con taglio cesareo a 35 settimane di gestazione, la piccola era in buone condizioni generali e aveva un peso alla nascita di 2kg e 440 grammi. Pur consapevole fin dal primo momento dei rischi, (in meno del 50% dei casi di gravidanze sopravvive il feto) Sara ha deciso assieme al marito di portare avanti la gravidanza: una rivincita della vita sulla malattia renale cronica. I medici dell'Unità di Nefrologia e quelli di Ginecologia e Ostetricia hanno accettato la sfida con entusiasmo e spirito di collaborazione, seguendo giorno per giorno la donna e lo sviluppo del suo bambino. I controlli clinici e gli esami di laboratorio sono stati intensificati: la dialisi da 3 volte alla settimana è diventata quotidiana, dal lunedì al sabato, con aumento progressivo del tempo di trattamento che ha raggiunto le 34 ore per settimana. L’alimentazione è stata modificata in rapporto alle esigenze metaboliche, il peso corporeo progressivamente aumentato e la terapia farmacologica accuratamente scelta in funzione del rischio di malformazioni. Sara, con spirito di sacrificio e grande coraggio, per arrivare in dialisi ha dovuto percorrere due volte al giorno la strada che da casa porta dall’Ospedale: circa 40 km percorsi in ogni condizione di tempo metereologico, persino sotto la neve. Solo nell’ultimo periodo, quando il monitoraggio del feto si è intensificato, ha deciso di ricoverarsi.