Referendum Trivelle, Emiliano a Renzi: "Venditore di pentole"

ROMA di Redazione AntennaSud

 

Durissimo attacco di Emiliano al premier Renzi, accusato di dire bugie sulla questione trivelle, e sul referendum del 17 aprile in  particolare. 

Nuovo scontro sul ring trivelle in casa Pd. Il governatore della Puglia Michele Emiliano arriva a dare del "venditore di pentole" al premier Matteo Renzi. 
"Il Presidente del Consiglio dice due bugie: la prima è che ci sarà una perdita di posti di lavoro", attacca il presidente della Regione Puglia dalle telecamere di Omnibus, su La 7. "Prima i posti che si sarebbero persi erano 4mila, ora sono diventati 10mila. Di questo passo non so cosa combinerà Renzi. La seconda bugia è che se vince il referendum si bloccano le coltivazione dei pozzi, non è vero". Emiliano parla senza giri di parole, e bastona la dirigenza nazionale del Partito Democratico sul referendum anti trivelle del 17 aprile. "Quello che mi fa arrabbiare - accusa - è che si raccontano delle cose diverse dalla realtà. Capisco che è una cosa complicata, bisogna studiarla. Certo se uno si accontenta che gli metta sotto una velina è possibile che ne combini di tutti i colori. Il presidente del Consiglio e capo del partito non deve parlare con dei documenti che gli mettono sotto il naso. Si deve studiare le norme da solo. Se noi non avessimo fatto le richieste di referendum, il governo avrebbe potuto correggere persino la possibilità di estrarre petrolio entro le 12 miglia? Come si fa a dire che chi promuove questo referendum ha chiesto un referendum inutile e che ha sulle spalle le spese la responsabilità di questo referendum?". "Queste sono bugie dette dal Pd", rincara Emiliano, annunciando che andrà in direzione del partito "a spiegare che non si fa cosi così. Può andar bene per un venditore di pentole ma non per chi ha responsabilità di governo", chiosa Emiliano.