Xylella, segnali promettenti da un prodotto brevettato in Israele

LECCE di redazione AntennaSud

 

 

Xylella fastidiosa, primi segnali positivi per gli ulivi trattati con un prodotto, brevettato in Israele, a base di zinco e rame in miscela. La notizia è stata data nella sede di Coldiretti Lecce dal batteriologo Marco Scortichini. 

Mostrano segnali incoraggianti gli ulivi con la presenza accertata del batterio Xylella Fastidiosa, trattati con un prodotto, brevettato in Israele, a base di zinco e rame in miscela. La notizia è stata data nella sede di Coldiretti Lecce dal batteriologo Marco Scortichini, del Crea (Consiglio per l’analisi in agricoltura e la ricerca agraria). Il batteriologo pur sostenendo che si tratta di una cura risolutiva dichiara: «Non esiste al momento un prodotto o una terapia che possano sconfiggere Xylella Fastidiosa - ha detto - non vorrei che i risultati di questa prima fase della sperimentazione da me condotta fossero letti in maniera sensazionalistica. Purtroppo per questa batteriosi, come per altre fitopatie gravi, non esiste una cura magica».

La sperimentazione proseguirà per tutto il 2016. Gli alberi oggetto di sperimentazione sono 110, dislocati nelle campagne di Veglie, Galatone e Galatina. «Alberi in cui è accertata la presenza del batterio - ha spiegato lo studioso - dei quali 55 sono stati trattati con il prodotto a base di una miscela di zinco e rame e gli altri invece lasciati senza alcun trattamento. Il prodotto è stato nebulizzato sugli ulivi in vegetazione in quattro trattamenti, da aprile a maggio del 2015, e sul tronco in inverno. Il prodotto è stato scelto dopo un’accurata indagine preliminare e in base alla capacità di inibizione del batterio da parte di alcuni elementi».

In contemporanea, è stato messo a punto, sempre dal Crea, un sistema di rilievo molecolare per accertare la presenza del batterio sugli alberi. «Abbiamo elaborato i dati - ha aggiunto Scortichini - e abbiamo verificato la riduzione dei sintomi sulle 55 piante trattate, che sono tuttora in vita, mentre le altre 55 sono ormai in agonia, ed anche la diminuzione della quantità di batteri». Per il batteriologo, invece, resta confermata sul piano scientifico l’inefficacia delle eradicazioni per arginare alcune batteriosi.