Confartigianato, cresce l'occupazione in Puglia

BARI di redazione AntennaSud

 

 

Primi dati se non positivi per lo meno incoraggianti in materia di occupazione. Il tasso è salito al 43,3 per cento. Ma ancora resta molto da fare. E’ quanto emerge da un’elaborazione del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia su dati Inps e Istat.

Cresce l’occupazione in Puglia. Il tasso è infatti salito al 43,3 per cento. Gli occupati sono un milione 171mila (nel 2014 erano un milione 144mila e il tasso si attestava al 42,1 per cento). E’ quanto emerge da un’elaborazione del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia su dati Inps e Istat.

Nel 2015 sono stati stipulati 312.867 contratti di lavoro, di cui 120.572 a tempo indeterminato, 186.057 a termine e 6.238 in apprendistato. La dinamica dell’ultimo anno evidenzia la crescita di assunzioni a tempo indeterminato, grazie alla norma sull’esonero contributivo, contenuta in legge di Stabilità 2015. Nel corso dell’intero anno, si sono registrate 21.103 trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine e 3.046 consolidamenti di rapporti di apprendistato. A beneficiarne sono stati soprattutto operai ed impiegati. Spicca il dato relativo alle assunzioni a tempo indeterminato che sono aumentate di 23.045 unità, pari al 23,6 per cento rispetto all’anno prima.

Sempre rispetto al 2014 in calo, invece, le assunzioni a termine e quelle in apprendistato. In termini percentuali, le flessioni sono, rispettivamente, del 6,4 per cento e del 28,7 per cento.

Le cessazioni si sono fermate a 281.322, in calo del 7,3 per cento rispetto al 2014 (erano 303.556). Il saldo tra assunzioni e cessazioni, dunque, è positivo di 31.545 unità.

Tuttavia, la Puglia è lontana dalle perfomance di assunzioni a tempo indeterminato registrate in altre regioni e si piazza al penultimo posto in Italia. «Dall’elaborazione del nostro Centro studi regionale – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – si evince una ripresa dell’occupazione su scala nazionale. Eppure le performance della Puglia, così come quelle delle altre regioni meridionali, restano ben al di sotto della media nazionale: il Sud, grande assente dall’agenda del Governo, non sta avendo la spinta giusta per agganciare la ripresa.

È necessario poi valutare quanto di questo incremento occupazionale sia da attribuire agli sgravi contributivi. Tali benefici – prosegue Sgherza – se da un lato hanno contribuito a sbloccare il mercato del lavoro, dall’altro hanno provocato il crollo delle assunzioni in apprendistato, disincentivando l’utilizzo di un contratto fondamentale per la formazione di lavoratori adeguatamente competenti e formati.

Occorre migliorare la normativa fiscale, garantire un agevole accesso al credito, innescare la ripresa dei consumi interni. Bisogna, in altri termini, non solo incentivare le imprese ad assumere – conclude Sgherza – ma metterle anche nelle condizioni di creare nuovi posti di lavoro».