Piano di riordino, l'Anci chiama Emiliano ma la Sanità regionale si avvia alla privatizzazione col centrosinistra

BARI di Redazione AntennaSud

 

L'assemblea dei sindaci dell'Anci Puglia, si è riunita ieri a Bari per discutere sul piano di riordino ospedaliero approvato dalla giunta regionale pugliese. L'Anci chiede al presidente della Regione Michele Emiliano di concordare un percorso condiviso. Ma sulle strutture da chiudere si parla anche di affidamento dei servizi ai privati convenzionati. Un provvedimento sul quale cominciano a scatenarsi le prime polemiche.   

L'Anci scrive a Emiliano mettendo sulla carta cinque punti fondamentali da portare al tavolo della discussione: organizzazione della rete di emergenza/urgenza, la programmazione e la pianificazione dei servizi territoriali, la rete ospedaliera, l'indirizzo degliinvestimenti per l'ammodernamento delle strutture e infine come ultimo punto la organizzazione dei medici di famiglia rispetto al territorio. Dall'incontro svoltosi ieri è emerso  - scrive l'Anci - che il Piano varato dalla giunta regionale presenta delle criticità. A farsene carico il presidente Luigi Perrone che chiede alla Regione di aprire un confronto su alcuni punti ritenuti fondamentali per rassicurare le comunità rispetto alla tutela del diritto alla salute e per migliorare il nostro sistema sanitario. 

A ben vedere il piano di riordino ospedaliero è diventato un pò come il piano delle sparizioni e delle apparizioni dei reparti. L'ultimo è quello di gastroenterologia dell San Paolo che fa il paio con la neurochirurgia del Di Venere. Di questo passo i posti letto di queste specialità nell'area barese saranno insufficienti a far fronte alle necessità. E per fortuna questo lo dicono i medici e non i politici.  Problemi analoghi si riscontrano un pò a macchia di leopardo anche in altre province come ade esempio quella di Taranto. Ma a provocare le prime polemiche  è la decisione di affidare ai privati la gestione di quattro strutture destinate alla chiusura: parliamo del Fallacara di Triggiano, del Sarcone di Terlizzi, dei nosocomi di Canosa e Grottaglie che secondo il Piano verranno convertiti in strutture di riabilitazione post acuzie. La gestione mista pubblico-privato è una soluzione individuata per scrollarsi il problema del personale, ma bisognerebbe capire in termini di spesa se un modello di questo tipo non finisca con l'incidere ulteriormente sulle casse della regione seconsdo la quale anche il Centro Risvegli di Triggiano sarebbe affidato con lo stesso sistema. Un modo per liberarsi dal costo del personale che sarebbe a carico delle aziende private. E per fortuna che sullal privatizzazione, che era prerogativa dei conservatori di destra,  ora ci pensa la sinistra di Emiliano.