Canosa di Puglia, nascondevano reperti archeologici, 19 indagati

CANOSA DI PUGLIA di redazione AntennaSud

 

A Canosa sono gravissime le contestazioni mosse a funzionari della Sovrintendenza ai beni archeologici. Avrebbero rimosso prima dell'arrivo di esperti antropologi, scheletri e resti umani presenti all'interno di una tomba ipogeica emersa in un cantiere dopo l'accesso della polizia. Sequestrato il cimitero, 19 indagati.

Diciannove persone indagate, tra cui anche un funzionario della soprintendenza per i beni archeologici della Puglia. 

Le cavità ipogee e la nuova area cimiteriale di Canosa di Puglia sono state sequestrate su disposizione della magistratura di Trani per una presunta frode in pubbliche forniture, per danneggiamento e pericolo di crollo. Tra le persone denunciate anche un'archeologa, un funzionario comunale, architetti e una ditta appaltatrice. Secondo il pm inquirente, Michele Ruggiero, la frode è stata compiuta in relazione a due appalti per un valore complessivo di sei milioni di euro banditi dal Comune per il consolidamento con il cemento delle cavità ipogee di Canosa, attività  - secondo l'accusa - mai compiuta, e per l'ampliamento del cimitero cittadino.

In quest'ultima area sono stati compiuti lavori nonostante l'area fosse sottoposta a vincolo archeologico e nella consapevolezza che nel sottosuolo ci fossero delle tombe. Queste ultime sarebbero state fatte sparire, da qui l'accusa di danneggiamento. Le indagini sono condotte dal commissariato di polizia di Canosa. Le accuse sono a vario titolo di frode in pubbliche forniture e falsità ideologiche in atti pubblici, danneggiamento di beni storici e artistici, pericolo di crollo di costruzioni.

La Procura di Trani sostiene che "l'area destinata ai lavori di ampliamento cimiteriale fosse una zona disseminata di tombe e presenze archeologiche, una vera e propria necropoli". Ma gli indagati, compresi gli archeologi, si sarebbero messi d'accordo per "non far emergere presenze archeologiche"e in particolare "altre tombe ipogeiche".