Violenza sulle donne, 6 milioni di italiani favorevoli alla castrazione

ROMA di Redazione AntennaSud

 

Oltre 23mila donne violentate fra il 2010 e il 2014 in Italia. Una su quattro è minorenne. Sono i dati choc che emergono dallo studio dell'istituto Demoskopika, pubblicato alla vigilia dell'8 marzo. Il 12 per cento degli italiani intervistati invoca la castrazione chimica per gli stupratori.

“La mimosa deturpata. Mappa delle violenze sessuali nelle regioni italiane”: è lo studio dell’istituto Demoskopika che analizza il quinquennio 2014-2010 sulla base dei dati del Ministero dell’Interno e dell’Istat.
I dati che emergono sono spaventosi: 23mila violenze consumate, quasi 6mila le vittime minorenni, oltre 22mila le persone denunciate e arrestate. Le regioni con il maggior numero di casi di violenza sulle donne sono settentrionali: Trentino, Emilia Romagna e Toscana.
Il sondaggio ha coinvolto oltre 800 italiani maggiorenni residenti in Italia, che per arginare il fenomeno delle violenze sessuali invocano pene più severe, misure di protezione per le vittime, aiuto alle donne, castrazione chimica e l'istituzione di un corpo di polizia dedicato.
Nel quinquennio 2010-2014 si sono consumati 22.864 episodi di violenza sessuale, una media di 15 casi al giorno. Sette vittime su dieci sono italiane. Una su quattro è minorenne.
Denunce e arresti hanno interessato principalmente italiani (61% dei casi), seguiti da romeni (8,6%), marocchini (6%), albanesi (1,9%) e tunisini (1,3%).
Sono oltre 6 milioni, ovvero il 12% degli intervistati, gli italiani che si sono dichiarati favorevoli all’introduzione della castrazione chimica nel nostro Paese. Un orientamento trasversale sia per le donne che per gli uomini.